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⚖️ Diritto amministrativo: procedimento, atto, accesso e contratti

Situazioni giuridiche e principi

Di fronte al potere amministrativo, il privato vanta un interesse legittimo, tutelato in modo mediato dal corretto esercizio del potere, distinto dal diritto soggettivo, che riceve tutela piena e diretta; a tale distinzione corrisponde, come regola generale, il riparto tra giudice amministrativo e giudice ordinario. L'art. 97 Cost. pone buon andamento e imparzialità quali principi cardine dell'organizzazione e dell'azione amministrativa, con riserva di legge sull'organizzazione degli uffici e regola dell'accesso per concorso. L'art. 1 della L. 241/1990 richiama economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza, nonché i principi dell'ordinamento dell'Unione europea, tra cui proporzionalità e tutela del legittimo affidamento; per gli atti non autoritativi la pubblica amministrazione agisce secondo il diritto privato, salvo diversa previsione di legge.

Atto amministrativo, vizi e autotutela

Il provvedimento amministrativo si compone di soggetto, oggetto, contenuto, forma e motivazione, e può essere frutto di discrezionalità amministrativa, discrezionalità tecnica o attività vincolata. I vizi di legittimità sono incompetenza, violazione di legge ed eccesso di potere, rivelato da figure sintomatiche quali sviamento e illogicità manifesta. L'art. 21-septies L. 241/1990 sanziona con la nullità la mancanza degli elementi essenziali, il difetto assoluto di attribuzione e la violazione o elusione del giudicato; l'art. 21-octies prevede l'annullabilità per i tre vizi di legittimità, con l'eccezione, al comma 2, dei vizi formali o procedimentali su atti vincolati il cui contenuto non avrebbe potuto essere diverso. In autotutela, l'amministrazione può annullare d'ufficio un atto illegittimo (art. 21-nonies), per ragioni di interesse pubblico ed entro un termine ragionevole, con effetto retroattivo, oppure revocarlo (art. 21-quinquies) per motivi sopravvenuti, con effetto ex nunc ed eventuale indennizzo.

Procedimento, accesso e contratti pubblici

La L. 241/1990 disciplina il responsabile del procedimento, la comunicazione di avvio (art. 7), il preavviso di rigetto (art. 10-bis, escluso per le procedure concorsuali e per i procedimenti previdenziali e assistenziali degli enti previdenziali), il silenzio assenso (art. 20), la SCIA (art. 19), la conferenza di servizi (art. 14) e l'obbligo generale di motivazione (art. 3). L'accesso documentale (artt. 22-25) richiede un interesse diretto, concreto e attuale collegato al documento; l'accesso civico semplice (art. 5, comma 1, D.Lgs 33/2013) supplisce all'omessa pubblicazione obbligatoria; l'accesso civico generalizzato o FOIA (art. 5, comma 2) è riconosciuto a chiunque, senza motivazione, nei limiti posti dall'art. 5-bis a tutela di interessi pubblici e privati. I contratti pubblici sono oggi regolati dal D.Lgs 36/2023, che ha sostituito il D.Lgs 50/2016 e pone al centro i principi del risultato, della fiducia e dell'accesso al mercato, insieme a tassatività delle cause di esclusione e rotazione degli affidamenti; il Responsabile Unico del Progetto (RUP) coordina programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione, nelle diverse procedure previste (aperta, ristretta, competitiva con negoziazione, dialogo competitivo, partenariato per l'innovazione).

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Preguntas de muestra (35)

1. Il diritto soggettivo, quale situazione giuridica soggettiva di vantaggio, si caratterizza per:

  1. Una posizione priva di qualsiasi tutela giurisdizionale
  2. Una tutela indiretta e mediata, collegata al corretto esercizio di un potere amministrativo
  3. Una tutela piena e diretta dell'interesse del titolare, riconosciuta direttamente dalla norma giuridica
  4. Una posizione tutelata solo in via amministrativa, senza accesso al giudice

Il diritto soggettivo gode di tutela piena e diretta, mentre l'interesse legittimo riceve una tutela mediata dal corretto esercizio del potere amministrativo. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (diritto soggettivo))

2. L'interesse legittimo è la situazione giuridica soggettiva del privato che:

  1. Gode della medesima tutela diretta e piena del diritto soggettivo, indipendentemente da qualsiasi potere pubblico
  2. Coincide sempre con un diritto soggettivo quando la PA agisce iure privatorum
  3. Non è mai tutelabile davanti a un giudice
  4. È correlata all'esercizio di un potere amministrativo e riceve tutela in relazione al corretto esercizio di tale potere

L'interesse legittimo è correlato al potere amministrativo e tutela il privato rispetto al corretto esercizio di tale potere. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (interesse legittimo))

3. La principale differenza tra diritto soggettivo e interesse legittimo, secondo l'impostazione tradizionale, riguarda:

  1. Il modo in cui la posizione soggettiva è tutelata: in modo diretto e pieno per il diritto soggettivo, in modo mediato dal corretto esercizio del potere per l'interesse legittimo
  2. L'identità di disciplina sostanziale e processuale tra le due situazioni
  3. L'irrilevanza della presenza di un potere amministrativo nell'ordinamento
  4. L'esclusiva competenza del giudice ordinario per entrambe le situazioni

Il diritto soggettivo riceve tutela diretta e piena dalla norma; l'interesse legittimo riceve tutela mediata, correlata al corretto esercizio del potere amministrativo. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (distinzione diritto soggettivo/interesse legittimo))

4. La tutela giurisdizionale dei diritti soggettivi nei confronti della pubblica amministrazione spetta, secondo la regola generale di riparto, al:

  1. Il giudice amministrativo in via esclusiva e generale
  2. Il giudice ordinario
  3. Il giudice penale
  4. Il giudice contabile

La regola generale di riparto affida al giudice ordinario la tutela dei diritti soggettivi. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (riparto di giurisdizione))

5. La tutela giurisdizionale degli interessi legittimi nei confronti della pubblica amministrazione spetta, secondo la regola generale di riparto, al:

  1. Il giudice ordinario
  2. Il giudice contabile
  3. Il giudice amministrativo
  4. Il giudice tributario

La regola generale di riparto affida al giudice amministrativo la tutela degli interessi legittimi. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (riparto di giurisdizione))

6. Un operatore economico impugna un atto di una procedura di gara pubblica lamentando la lesione di una propria posizione soggettiva. In tale materia, individuata dalla legge come di giurisdizione esclusiva, il giudice competente a conoscere anche degli eventuali profili di diritto soggettivo è:

  1. Il giudice ordinario
  2. Il giudice contabile
  3. Il giudice civile in sede di volontaria giurisdizione
  4. Il giudice amministrativo

Nelle materie di giurisdizione esclusiva, come i contratti pubblici, il giudice amministrativo conosce anche delle posizioni di diritto soggettivo, oltre che degli interessi legittimi. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (giurisdizione esclusiva))

7. Un cittadino presenta un'istanza per ottenere una prestazione previdenziale e l'ente competente respinge la domanda. La posizione soggettiva del richiedente rispetto al provvedimento negativo è qualificabile come:

  1. Interesse legittimo pretensivo, teso a conseguire un provvedimento favorevole non ancora ottenuto
  2. Diritto soggettivo perfetto, la cui tutela prescinde da qualunque valutazione dell'amministrazione
  3. Interesse legittimo oppositivo, teso a conservare un bene già acquisito
  4. Interesse di mero fatto, privo di rilevanza giuridica

L'interesse legittimo pretensivo mira ad ottenere un provvedimento ampliativo non ancora conseguito, come nel caso dell'istanza volta al riconoscimento di una prestazione. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (interesse legittimo pretensivo))

8. Il proprietario di un fondo confinante impugna il permesso di costruire rilasciato al vicino, lamentando che l'intervento edilizio lede la propria posizione. La sua situazione soggettiva rispetto al provvedimento ampliativo altrui è qualificabile come:

  1. Diritto soggettivo assoluto di proprietà, tutelabile esclusivamente davanti al giudice ordinario in via esclusiva
  2. Interesse legittimo oppositivo, teso a contrastare un provvedimento che incide negativamente sulla propria sfera giuridica
  3. Interesse legittimo pretensivo, in quanto mira ad ottenere un ampliamento della propria sfera giuridica
  4. Interesse semplice, non qualificato né differenziato

Il terzo che si oppone a un provvedimento ampliativo lesivo della propria posizione vanta un interesse legittimo oppositivo. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (interesse legittimo oppositivo))

9. In dottrina, l'interesse legittimo si distingue in oppositivo e pretensivo a seconda che il privato miri, rispettivamente, a:

  1. Accedere esclusivamente alla tutela del giudice ordinario
  2. Ottenere sempre e comunque un risarcimento del danno
  3. Conservare una situazione di vantaggio già acquisita opponendosi a un provvedimento sfavorevole, ovvero conseguire un provvedimento ampliativo non ancora ottenuto
  4. Esercitare un potere amministrativo proprio

L'interesse oppositivo tutela una posizione già acquisita, quello pretensivo mira a un ampliamento non ancora ottenuto. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (interesse legittimo))

10. L'art. 97 della Costituzione pone, quali principi cardine dell'organizzazione e dell'attività della pubblica amministrazione:

  1. La sola efficienza economico-finanziaria
  2. L'autonomia negoziale illimitata degli uffici pubblici
  3. La sola trasparenza dei procedimenti
  4. Il buon andamento e l'imparzialità

L'art. 97 Cost. pone il buon andamento e l'imparzialità quali principi cardine dell'amministrazione pubblica. (Diritto amministrativo — principi (art. 97 Cost.))

11. Ai sensi dell'art. 97 Cost., l'organizzazione dei pubblici uffici è disciplinata:

  1. Secondo disposizioni di legge, in modo da assicurare il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione
  2. In modo discrezionale da ciascuna amministrazione, senza vincoli legislativi
  3. Esclusivamente da fonti di rango regolamentare
  4. Da contratti collettivi, con esclusione di ogni fonte legislativa

L'art. 97 Cost. affida alla legge la disciplina dell'organizzazione dei pubblici uffici, a garanzia di buon andamento e imparzialità. (Diritto amministrativo — principi (art. 97 Cost.))

12. L'art. 97 Cost. stabilisce che agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede, quale regola generale:

  1. Mediante chiamata diretta dell'amministrazione
  2. Mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge
  3. Mediante anzianità di servizio in altre amministrazioni
  4. Mediante sorteggio tra gli aspiranti

L'art. 97 Cost. sancisce la regola dell'accesso agli impieghi pubblici mediante concorso, salve le eccezioni previste dalla legge. (Diritto amministrativo — principi (art. 97 Cost., accesso per concorso))

13. Un ente pubblico assume stabilmente personale senza indire alcuna procedura selettiva, al di fuori dei casi previsti dalla legge. Tale prassi si pone in contrasto, in particolare, con il principio costituzionale:

  1. Della libertà di iniziativa economica di cui all'art. 41 Cost.
  2. Della tutela del risparmio di cui all'art. 47 Cost.
  3. Dell'accesso mediante concorso pubblico di cui all'art. 97 Cost.
  4. Della libertà di associazione di cui all'art. 18 Cost.

L'assunzione stabile senza procedura selettiva, fuori dai casi di legge, contrasta con la regola del concorso pubblico ex art. 97 Cost. (Diritto amministrativo — principi (art. 97 Cost., accesso per concorso))

14. Ai sensi dell'art. 1 della L. 241/1990, l'attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di:

  1. Prevalenza dell'interesse privato su quello pubblico
  2. Discrezionalità assoluta e insindacabilità
  3. Segretezza e riservatezza generalizzata
  4. Economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza

L'art. 1 L. 241/1990 individua economicità, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza come criteri dell'attività amministrativa. (Diritto amministrativo — principi (art. 1 L. 241/1990))

15. L'art. 1, comma 1-bis, della L. 241/1990 stabilisce che, nell'adozione di atti di natura non autoritativa, la pubblica amministrazione agisce:

  1. Secondo le norme di diritto privato, salvo che la legge disponga diversamente
  2. Secondo un regime ibrido definito caso per caso dal giudice
  3. Secondo le sole norme del diritto dell'Unione europea
  4. Sempre secondo le norme di diritto pubblico, senza eccezioni

Per gli atti non autoritativi, l'art. 1, comma 1-bis, L. 241/1990 prevede l'applicazione delle norme di diritto privato, salva diversa disposizione di legge. (Diritto amministrativo — principi (art. 1, comma 1-bis, L. 241/1990))

16. Il principio di pubblicità e trasparenza dell'azione amministrativa, richiamato dall'art. 1 L. 241/1990, si traduce in particolare:

  1. Nella segretezza di regola di tutti gli atti amministrativi
  2. Nella conoscibilità dell'attività amministrativa e dei suoi atti da parte dei cittadini, salvi i casi di esclusione previsti dalla legge
  3. Nell'obbligo di motivazione solo per gli atti a contenuto normativo
  4. Nell'irrilevanza della pubblicazione degli atti

Il principio di trasparenza comporta la conoscibilità dell'attività amministrativa, salvi i casi di esclusione o differimento previsti dalla legge. (Diritto amministrativo — principi (art. 1 L. 241/1990, pubblicità e trasparenza))

17. Una pubblica amministrazione, potendo scegliere tra più misure idonee a raggiungere l'interesse pubblico perseguito, adotta quella meno gravosa per il destinatario. Tale condotta attua il principio di:

  1. Tassatività delle cause di esclusione
  2. Riserva di legge assoluta
  3. Proporzionalità dell'azione amministrativa
  4. Insindacabilità del merito amministrativo

Il principio di proporzionalità impone di scegliere, tra le misure idonee, quella meno gravosa per il destinatario. (Diritto amministrativo — principi (proporzionalità, ordinamento UE))

18. L'art. 1 della L. 241/1990 richiama, tra i criteri dell'attività amministrativa, anche i principi dell'ordinamento dell'Unione europea: tra questi, elaborati soprattutto dalla giurisprudenza, rilevano in particolare:

  1. Il solo principio di sussidiarietà verticale tra Stati membri
  2. Il principio del giudicato europeo vincolante gli Stati terzi
  3. Il principio di prevalenza assoluta del diritto interno
  4. La proporzionalità e la tutela del legittimo affidamento

Tra i principi dell'ordinamento UE richiamati dall'art. 1 L. 241/1990 rilevano proporzionalità e tutela del legittimo affidamento. (Diritto amministrativo — principi (art. 1 L. 241/1990, principi UE))

19. Il principio di buon andamento, di matrice costituzionale, si declina nell'azione amministrativa concreta principalmente attraverso i criteri di:

  1. Efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa
  2. Segretezza e insindacabilità degli atti
  3. Prevalenza degli interessi corporativi sull'interesse generale
  4. Assoluta discrezionalità priva di vincoli procedimentali

Il buon andamento si traduce operativamente nei criteri di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa. (Diritto amministrativo — principi (art. 97 Cost., buon andamento))

20. Un'amministrazione, dopo aver rilasciato un provvedimento favorevole sulla base del quale il privato ha assunto impegni economici rilevanti, intende adottare in autotutela una misura di secondo grado. Nel bilanciare l'interesse pubblico sopravvenuto con la posizione del privato, l'amministrazione deve tenere conto, in particolare, del principio di:

  1. Insindacabilità assoluta delle scelte amministrative pregresse
  2. Tutela del legittimo affidamento maturato dal destinatario del provvedimento favorevole
  3. Irrevocabilità di ogni provvedimento favorevole
  4. Prevalenza automatica dell'interesse pubblico, senza necessità di bilanciamento

L'esercizio dell'autotutela richiede il bilanciamento tra l'interesse pubblico sopravvenuto e il legittimo affidamento maturato dal privato. (Diritto amministrativo — principi (legittimo affidamento, autotutela))

21. Il principio di imparzialità dell'azione amministrativa, sancito dall'art. 97 Cost., impone in particolare alla pubblica amministrazione di:

  1. Privilegiare sistematicamente gli interessi dell'amministrazione procedente
  2. Escludere la partecipazione dei privati al procedimento
  3. Trattare in modo eguale situazioni eguali, senza favoritismi o discriminazioni ingiustificate
  4. Agire senza alcun obbligo di motivazione

L'imparzialità impone di trattare in modo eguale situazioni eguali, senza favoritismi né discriminazioni ingiustificate. (Diritto amministrativo — principi (art. 97 Cost., imparzialità))

22. Un'associazione ambientalista, statutariamente costituita per la tutela di un determinato territorio, partecipa a un procedimento amministrativo relativo a un intervento che incide sull'ambiente locale. La posizione fatta valere dall'associazione è riconducibile alla categoria degli interessi:

  1. Pubblici in senso proprio, equiparati a quelli dell'amministrazione procedente
  2. Di mero fatto, privi di qualsiasi rilevanza giuridica
  3. Individuali di natura patrimoniale del singolo associato
  4. Collettivi, riferibili a un ente esponenziale di un gruppo non occasionale

L'associazione statutariamente radicata sul territorio è ente esponenziale di un interesse collettivo, distinto dal mero interesse diffuso adespota. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (interessi collettivi))

23. Nel rapporto tra pubblica amministrazione e privato connotato dall'esercizio di un potere autoritativo, la posizione del privato è tradizionalmente descritta come una situazione di:

  1. Soggezione rispetto al potere unilaterale della pubblica amministrazione, cui corrisponde un interesse legittimo
  2. Titolarità di un diritto soggettivo perfetto e incondizionato
  3. Piena parità contrattuale con l'amministrazione, come nei rapporti di diritto privato
  4. Estraneità giuridica rispetto agli effetti del provvedimento

Di fronte al potere autoritativo unilaterale, il privato si trova in una posizione di soggezione, cui corrisponde un interesse legittimo. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (potere e soggezione))

24. Un dipendente di un ente previdenziale, il cui rapporto di lavoro è stato privatizzato ai sensi del D.Lgs 165/2001, contesta un atto di gestione del rapporto di lavoro, ad esempio una sanzione disciplinare. La controversia rientra, di regola, nella giurisdizione:

  1. Del giudice amministrativo in via esclusiva
  2. Del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro
  3. Del giudice penale
  4. Della Corte dei conti in sede di responsabilità amministrativa

Le controversie sul rapporto di lavoro privatizzato dei dipendenti pubblici rientrano, salvo eccezioni come le procedure concorsuali, nella giurisdizione ordinaria del lavoro. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (giurisdizione, pubblico impiego privatizzato))

25. Il principio di legalità dell'azione amministrativa implica che il potere esercitato dalla pubblica amministrazione:

  1. Sia sottratto a qualsiasi controllo giurisdizionale
  2. Possa essere esercitato liberamente, senza alcun fondamento normativo
  3. Trovi il proprio fondamento e i propri limiti in una previa norma di legge attributiva
  4. Coincida sempre con l'autonomia privata

Il principio di legalità richiede che ogni potere amministrativo trovi fondamento e limiti in una previa norma attributiva. (Diritto amministrativo — principi (legalità))

26. Un operatore economico, leso da un provvedimento amministrativo illegittimo relativo a una procedura di affidamento di un contratto pubblico, agisce in giudizio anche per ottenere il risarcimento del danno subito. Tale azione risarcitoria, collegata alla lesione dell'interesse legittimo, rientra nella giurisdizione:

  1. Esclusiva del giudice ordinario
  2. Del giudice tributario
  3. Della Corte dei conti
  4. Esclusiva del giudice amministrativo

Nelle materie di giurisdizione esclusiva come i contratti pubblici, il giudice amministrativo conosce anche delle azioni risarcitorie connesse alla lesione dell'interesse legittimo. (Diritto amministrativo — situazioni giuridiche soggettive (risarcimento del danno da lesione di interesse legittimo))

27. Tra gli elementi essenziali del provvedimento amministrativo si annoverano tradizionalmente:

  1. Il soggetto, l'oggetto, il contenuto e la forma
  2. La sola convenienza economica dell'atto per l'amministrazione
  3. L'assenso preventivo di tutti i soggetti privati interessati
  4. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sempre necessaria per ogni atto

Gli elementi essenziali del provvedimento comprendono soggetto, oggetto, contenuto e forma, oltre alla motivazione richiesta dalla legge. (Diritto amministrativo — atto e provvedimento (elementi essenziali))

28. La motivazione del provvedimento amministrativo, quale elemento essenziale, deve indicare:

  1. Esclusivamente il nominativo del funzionario che ha istruito la pratica
  2. I presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione, in relazione alle risultanze dell'istruttoria
  3. Il solo riferimento normativo, senza necessità di illustrare i fatti
  4. Nulla, trattandosi di un elemento meramente eventuale

La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della decisione, in relazione all'istruttoria. (Diritto amministrativo — atto e provvedimento (motivazione))

29. La discrezionalità amministrativa consiste nel potere della pubblica amministrazione di:

  1. Agire senza alcun vincolo di scopo o di legge
  2. Applicare meccanicamente la norma senza alcuna valutazione
  3. Scegliere, tra più soluzioni astrattamente possibili, quella più idonea a realizzare il pubblico interesse, comparandolo con gli altri interessi coinvolti
  4. Sostituire il proprio giudizio a quello del legislatore in ogni materia

La discrezionalità amministrativa è il potere di scegliere, tra più soluzioni possibili, quella più idonea a realizzare il pubblico interesse comparato con gli altri interessi in gioco. (Diritto amministrativo — atto e provvedimento (discrezionalità amministrativa))

30. La discrezionalità tecnica si distingue da quella amministrativa perché consiste in:

  1. Un potere di comparazione tra interesse pubblico primario e interessi secondari
  2. Una scelta politica del tutto libera nel merito
  3. L'applicazione automatica di una norma priva di margini valutativi
  4. Un apprezzamento fondato su regole tecnico-scientifiche opinabili, non in una scelta comparativa di interessi

La discrezionalità tecnica consiste in un giudizio fondato su scienze o tecniche specialistiche, distinto dalla ponderazione comparativa di interessi propria della discrezionalità amministrativa. (Diritto amministrativo — atto e provvedimento (discrezionalità tecnica))

31. Si ha attività amministrativa vincolata quando:

  1. La legge predetermina interamente il contenuto del provvedimento, senza lasciare margini di scelta
  2. La legge lascia all'amministrazione un ampio margine di apprezzamento discrezionale
  3. L'amministrazione può derogare alla legge per motivi di urgenza
  4. La pubblica amministrazione può scegliere liberamente tra più soluzioni possibili

Nell'attività vincolata la legge predetermina interamente il contenuto dell'atto, senza margini di scelta per l'amministrazione. (Diritto amministrativo — atto e provvedimento (attività vincolata))

32. Una commissione medica esprime un giudizio tecnico sul grado di invalidità di un richiedente, sulla base di criteri scientifici, e l'ente competente recepisce tale giudizio nel provvedimento finale. La valutazione della commissione costituisce esercizio di:

  1. Discrezionalità amministrativa pura, sindacabile nel merito dal giudice
  2. Discrezionalità tecnica, sindacabile dal giudice amministrativo nei limiti della sua attendibilità e ragionevolezza
  3. Attività vincolata priva di qualsiasi margine valutativo
  4. Un atto politico sottratto a ogni controllo giurisdizionale

Il giudizio medico-legale è espressione di discrezionalità tecnica, sindacabile dal giudice amministrativo entro i limiti dell'attendibilità scientifica e della ragionevolezza. (Diritto amministrativo — atto e provvedimento (discrezionalità tecnica, caso applicativo))

33. I tre vizi di legittimità del provvedimento amministrativo, che ne determinano l'annullabilità ai sensi dell'art. 21-octies L. 241/1990, sono:

  1. Incompetenza, illogicità e mancanza di fondi
  2. Violazione di legge, mancanza di firma e difetto di bollo
  3. Incompetenza, violazione di legge ed eccesso di potere
  4. Eccesso di potere, inopportunità e tardività

I vizi di legittimità tipici sono incompetenza, violazione di legge ed eccesso di potere, ai sensi dell'art. 21-octies L. 241/1990. (Diritto amministrativo — atto e provvedimento (art. 21-octies L. 241/1990, vizi di legittimità))

34. Un dirigente adotta un provvedimento che, secondo l'organizzazione interna dell'ente, rientra nella competenza di un altro dirigente della medesima amministrazione. Tale vizio integra un'ipotesi di:

  1. Eccesso di potere per sviamento
  2. Incompetenza assoluta, causa di nullità per difetto assoluto di attribuzione
  3. Violazione di legge sostanziale
  4. Incompetenza relativa, motivo di annullabilità del provvedimento

Quando l'atto è adottato da un organo diverso da quello competente all'interno della stessa amministrazione, si ha incompetenza relativa, causa di annullabilità. (Diritto amministrativo — atto e provvedimento (incompetenza relativa, art. 21-octies))

35. Un'amministrazione adotta un provvedimento il cui contenuto contrasta direttamente con quanto espressamente prescritto da una norma di legge applicabile al caso. Tale vizio integra:

  1. Violazione di legge
  2. Eccesso di potere
  3. Incompetenza assoluta
  4. Un mero vizio di merito non sindacabile

Il contrasto diretto tra il contenuto dell'atto e una norma di legge integra il vizio di violazione di legge. (Diritto amministrativo — atto e provvedimento (violazione di legge, art. 21-octies))

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