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🔍 Trasparenza, anticorruzione, privacy e ordinamento INPS

Anticorruzione e trasparenza

La legge 190/2012 ha introdotto in Italia il sistema organico di prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione, imperniato sul Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), adottato dall'ANAC, e sul Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), individuato in ciascun ente con compiti di proposta, coordinamento e verifica delle misure anticorruzione. Il D.Lgs 33/2013 disciplina invece gli obblighi di pubblicità e trasparenza, assolti tramite la sezione 'Amministrazione Trasparente' del sito istituzionale, e il diritto di accesso civico, che si articola nell'accesso civico 'semplice' (dati non pubblicati pur dovuti) e nell'accesso civico generalizzato o FOIA, introdotto dal D.Lgs 97/2016, aperto a chiunque entro i limiti dell'art. 5-bis a tutela di interessi pubblici e privati, tra cui la protezione dei dati personali. Dal 2021, l'art. 6 del D.L. 80/2021 ha introdotto il PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione), che unifica in un solo documento organizzazione, performance, fabbisogni di personale e la sezione anticorruzione/trasparenza, prima autonoma nel PTPCT. Il D.Lgs 24/2023 ha riformato la disciplina del whistleblowing, recependo la direttiva UE 2019/1937: tutela la riservatezza del segnalante, vieta le ritorsioni e prevede canali di segnalazione interna ed esterna (quest'ultima gestita da ANAC). Il D.Lgs 39/2013 disciplina infine l'inconferibilità (impedimento originario al conferimento di un incarico) e l'incompatibilità (obbligo di scelta tra incarichi, pena la decadenza) degli incarichi pubblici.

Privacy

La protezione dei dati personali è regolata dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR), applicabile dal 25 maggio 2018, e dal D.Lgs 196/2003 come adeguato dal D.Lgs 101/2018. Il titolare del trattamento determina finalità e mezzi del trattamento, mentre il responsabile del trattamento opera per conto del titolare in base a un atto giuridico vincolante. Le autorità pubbliche devono di regola designare un Responsabile della Protezione dei Dati (DPO), che vigila in autonomia sull'osservanza del GDPR. Per la PA la base giuridica del trattamento è tipicamente l'esecuzione di un compito di interesse pubblico o l'adempimento di un obbligo di legge, non il consenso. Il GDPR riconosce agli interessati diritti di accesso, rettifica, cancellazione, limitazione, portabilità e opposizione, sotto il controllo del Garante per la protezione dei dati personali.

Ordinamento INPS

L'INPS è un ente pubblico non economico, principale ente di previdenza obbligatoria in Italia, che ha incorporato INPDAP ed ENPALS con il D.L. 201/2011. I suoi organi sono il Presidente, il Consiglio di Amministrazione, il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV, composto dalle parti sociali, con funzioni di indirizzo generale e verifica), il Direttore Generale (gestione amministrativa) e il Collegio dei Sindaci (controllo contabile). L'Istituto è vigilato dal Ministero del Lavoro e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e offre servizi telematici come il Cassetto previdenziale, accessibile tramite SPID, CIE o CNS.

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Preguntas de muestra (35)

1. La legge 190/2012 ha introdotto in Italia la disciplina organica per la prevenzione e la repressione della corruzione nella pubblica amministrazione. Quale autorità adotta il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA)?

  1. L'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC)
  2. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze
  3. La Corte dei Conti
  4. Il Dipartimento della Funzione Pubblica

Il PNA, elaborato da ANAC, costituisce l'atto di indirizzo nazionale cui tutte le pubbliche amministrazioni devono conformarsi nella pianificazione anticorruzione. (L. 190/2012, art. 1, c. 2-bis)

2. In ogni pubblica amministrazione, chi è il soggetto individuato dalla L. 190/2012 con il compito di predisporre le misure di prevenzione della corruzione e vigilare sul loro rispetto?

  1. Il Responsabile della Protezione dei Dati (DPO)
  2. Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT)
  3. Il Responsabile del procedimento
  4. Il Segretario generale

La L. 190/2012 impone a ciascuna amministrazione di individuare un RPCT con compiti di proposta, coordinamento e verifica delle misure anticorruzione e trasparenza. (L. 190/2012, art. 1, c. 7)

3. All'interno di un ente come l'INPS, il RPCT rileva un ritardo sistematico nella pubblicazione di dati obbligatori sul sito istituzionale. Quale strumento deve utilizzare, tipicamente, per programmare le misure correttive nell'ambito della pianificazione integrata?

  1. Il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)
  2. Il DURC
  3. Il PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione)
  4. Il Piano triennale dei fabbisogni di personale

Le misure correttive in materia di trasparenza e anticorruzione confluiscono oggi nella sezione dedicata del PIAO, che ha assorbito il precedente PTPCT. (D.L. 80/2021, art. 6, conv. L. 113/2021)

4. Il RPCT differisce dal DPO (Responsabile della Protezione dei Dati) perché:

  1. il RPCT sostituisce il DPO nelle amministrazioni pubbliche
  2. il RPCT e il DPO svolgono sempre la stessa funzione nello stesso ufficio
  3. il DPO è nominato solo nelle amministrazioni prive di RPCT
  4. il RPCT si occupa di prevenzione della corruzione e trasparenza, il DPO di protezione dei dati personali

Il RPCT opera nell'ambito della prevenzione della corruzione e della trasparenza, mentre il DPO è la figura dedicata alla protezione dei dati personali secondo il GDPR: si tratta di ruoli distinti, anche se possono coordinarsi. (L. 190/2012, art. 1 / Reg. UE 2016/679 (GDPR), art. 37)

5. Il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) ha natura di:

  1. atto di indirizzo generale cui le amministrazioni si conformano nella propria pianificazione
  2. regolamento delegato del Governo
  3. legge ordinaria dello Stato
  4. circolare priva di effetti per le amministrazioni

Il PNA è un atto di indirizzo generale adottato da ANAC, non un atto normativo primario, cui le amministrazioni si conformano nella propria pianificazione. (L. 190/2012, art. 1, c. 2-bis)

6. Con riferimento alla governance anticorruzione, quale affermazione è corretta?

  1. Il RPCT può essere nominato tra soggetti esterni privi di qualifica dirigenziale senza alcun vincolo
  2. Il RPCT deve avere una posizione idonea ad assicurargli funzioni e poteri di verifica, controllo e proposta, tipicamente individuata in un dirigente di ruolo
  3. Il RPCT è nominato da ANAC direttamente per ciascuna amministrazione
  4. Il RPCT coincide sempre con l'Organismo Indipendente di Valutazione (OIV)

Per assicurare autonomia ed efficacia dei compiti di verifica e proposta, il RPCT è generalmente individuato in un dirigente di ruolo con adeguata posizione nell'organizzazione. (L. 190/2012, art. 1, c. 7)

7. Quale tra i seguenti NON è tipicamente un compito del RPCT?

  1. Elaborare la proposta di misure di prevenzione della corruzione
  2. Verificare l'attuazione del piano e la sua idoneità
  3. Determinare l'ammontare delle sanzioni penali per corruzione
  4. Curare la diffusione della conoscenza dei codici di comportamento

Le sanzioni penali per i reati di corruzione sono di competenza dell'autorità giudiziaria, non del RPCT, il cui ruolo è di prevenzione e monitoraggio interno. (L. 190/2012, art. 1, c. 7-10)

8. Un dipendente INPS scopre che il proprio RPCT ha segnalato una criticità relativa alla rotazione del personale negli uffici esposti a rischio corruttivo. Questa attività rientra tra le misure previste da:

  1. il D.Lgs 39/2013 sull'inconferibilità degli incarichi
  2. il GDPR in materia di protezione dei dati
  3. il D.Lgs 82/2005 sul Codice dell'amministrazione digitale
  4. la L. 190/2012 e il relativo sistema di prevenzione della corruzione

La rotazione del personale negli uffici a rischio è una delle misure di prevenzione della corruzione previste dal sistema delineato dalla L. 190/2012. (L. 190/2012, art. 1, c. 4, lett. e) e c. 10)

9. La mappatura dei processi e la valutazione del rischio corruttivo, propedeutiche all'individuazione delle misure di prevenzione, sono elementi tipici:

  1. del sistema di gestione del rischio delineato dalla L. 190/2012 e dal PNA
  2. del Codice dei contratti pubblici
  3. del Regolamento GDPR
  4. del Testo Unico sul pubblico impiego

La mappatura dei processi e la valutazione del rischio corruttivo sono fasi centrali del sistema di gestione del rischio previsto dalla L. 190/2012 e dal PNA. (L. 190/2012, art. 1 / PNA ANAC)

10. In un ente pubblico non economico come l'INPS, il RPCT individuato dal vertice amministrativo riscontra un conflitto di interessi in relazione a un incarico extra-istituzionale di un dirigente. La disciplina di riferimento per valutare la compatibilità dell'incarico è, in via primaria:

  1. il D.Lgs 24/2023 sul whistleblowing
  2. il D.Lgs 39/2013 in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi
  3. il Regolamento UE 2016/679 (GDPR)
  4. il D.Lgs 33/2013 sugli obblighi di pubblicazione

L'incompatibilità/inconferibilità di incarichi dirigenziali per conflitto di interessi è disciplinata in via primaria dal D.Lgs 39/2013.

11. L'acronimo RPCT sta per:

  1. Registro Pubblico dei Contratti e delle Transazioni
  2. Responsabile del Procedimento e del Controllo Tecnico
  3. Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza
  4. Responsabile del Personale, Comunicazione e Trasparenza

RPCT è l'acronimo di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, figura chiave del sistema introdotto dalla L. 190/2012. (L. 190/2012, art. 1, c. 7)

12. Le amministrazioni pubbliche, incluso l'INPS, sono tenute a pubblicare annualmente una relazione del RPCT sull'attività svolta. Tale obbligo si inserisce nel ciclo di:

  1. valutazione della performance individuale dei dirigenti apicali
  2. adeguamento alle norme sul Codice dei contratti pubblici
  3. autorizzazione degli incarichi extra-istituzionali
  4. monitoraggio e rendicontazione delle misure di prevenzione della corruzione

La relazione annuale del RPCT si inserisce nel ciclo di monitoraggio e rendicontazione delle misure di prevenzione della corruzione previsto dal sistema PNA/PIAO. (L. 190/2012, art. 1, c. 14)

13. Il D.Lgs 33/2013 disciplina in particolare:

  1. gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni
  2. le modalità di reclutamento del personale pubblico tramite concorso
  3. la disciplina dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture
  4. il regime di responsabilità civile della pubblica amministrazione

Il D.Lgs 33/2013 è il testo che riordina gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni delle pubbliche amministrazioni. (D.Lgs 33/2013, art. 1)

14. La sezione del sito istituzionale in cui le pubbliche amministrazioni, incluso l'INPS, pubblicano i dati e i documenti previsti dagli obblighi di trasparenza si denomina:

  1. Albo Pretorio Online
  2. Amministrazione Trasparente
  3. Portale della Performance
  4. Anagrafe delle Prestazioni

'Amministrazione Trasparente' è la sezione del sito istituzionale in cui confluiscono i dati e i documenti soggetti a obbligo di pubblicazione ai sensi del D.Lgs 33/2013. (D.Lgs 33/2013, art. 9)

15. L'accesso civico 'semplice', disciplinato dall'art. 5, comma 1, del D.Lgs 33/2013, riguarda:

  1. l'accesso ai soli atti del procedimento amministrativo in corso
  2. la richiesta di qualsiasi dato detenuto dall'amministrazione, anche ulteriore rispetto agli obblighi di pubblicazione
  3. la richiesta di dati e documenti che l'amministrazione avrebbe dovuto pubblicare e non ha pubblicato
  4. la richiesta di dati personali riguardanti terzi senza alcun limite

L'accesso civico semplice, ex art. 5 co. 1 D.Lgs 33/2013, consente di chiedere la pubblicazione di documenti che l'amministrazione avrebbe dovuto pubblicare e non ha pubblicato. (D.Lgs 33/2013, art. 5, c. 1)

16. A differenza dell'accesso civico 'semplice', l'accesso civico generalizzato (cd. FOIA), introdotto dal D.Lgs 97/2016 nel corpo del D.Lgs 33/2013:

  1. è riservato ai soli soggetti direttamente interessati dal procedimento
  2. richiede la dimostrazione di un interesse diretto, concreto e attuale come nell'accesso documentale
  3. sostituisce integralmente l'accesso documentale ex L. 241/1990
  4. consente a chiunque di richiedere dati e documenti ulteriori rispetto a quelli oggetto di obbligo di pubblicazione, salvo i limiti a tutela di interessi pubblici e privati

L'accesso civico generalizzato (FOIA), introdotto dal D.Lgs 97/2016, estende il diritto di accesso a dati e documenti ulteriori rispetto agli obblighi di pubblicazione, entro i limiti dell'art. 5-bis. (D.Lgs 33/2013, art. 5, c. 2 (introdotto dal D.Lgs 97/2016))

17. L'accesso documentale disciplinato dalla L. 241/1990 si distingue dall'accesso civico generalizzato perché il primo richiede:

  1. un interesse diretto, concreto e attuale in capo al richiedente
  2. il pagamento di un contributo unificato
  3. l'assenso preventivo del Garante privacy
  4. la qualità di dipendente pubblico del richiedente

L'accesso documentale ex L. 241/1990 richiede, a differenza del FOIA, la titolarità di un interesse diretto, concreto e attuale collegato al documento richiesto. (L. 241/1990, artt. 22 e ss.)

18. Un cittadino chiede all'INPS l'accesso civico generalizzato a un documento la cui divulgazione potrebbe arrecare pregiudizio concreto alla protezione dei dati personali di terzi. In tal caso l'amministrazione:

  1. deve sempre concedere l'accesso, poiché il FOIA è un diritto assoluto
  2. può negare o differire l'accesso, secondo i limiti previsti dall'art. 5-bis del D.Lgs 33/2013
  3. deve concedere l'accesso solo previo pagamento di una sanzione amministrativa
  4. deve trasmettere la richiesta al Garante per la protezione dei dati personali che decide in via esclusiva

L'art. 5-bis del D.Lgs 33/2013 consente di negare o differire l'accesso civico generalizzato quando la divulgazione arrechi un pregiudizio concreto a interessi pubblici o privati, tra cui la protezione dei dati personali. (D.Lgs 33/2013, art. 5-bis)

19. Tra gli obblighi di pubblicazione previsti dal D.Lgs 33/2013 rientra tipicamente la pubblicazione di:

  1. il contenuto delle comunicazioni riservate tra RPCT e ANAC
  2. i dati sanitari dei singoli dipendenti
  3. informazioni su organizzazione, titolari di incarichi e bandi di concorso dell'amministrazione
  4. i verbali delle sedute del Consiglio dei Ministri

Tra gli obblighi di pubblicazione rientrano dati su organizzazione, titolari di incarichi e bandi di concorso, elementi tipici della sezione Amministrazione Trasparente. (D.Lgs 33/2013, artt. 13-19)

20. Quale tra i seguenti NON è, di regola, un limite legittimo all'accesso civico generalizzato ai sensi dell'art. 5-bis del D.Lgs 33/2013?

  1. La tutela della protezione dei dati personali
  2. La tutela della sicurezza pubblica
  3. La tutela di segreti commerciali e proprietà intellettuale
  4. La mera opportunità politica della richiesta valutata discrezionalmente dal funzionario

I limiti all'accesso civico generalizzato sono tassativamente indicati dall'art. 5-bis (interessi pubblici e privati); una valutazione di mera opportunità politica non è un limite legittimo. (D.Lgs 33/2013, art. 5-bis)

21. Un utente presenta all'INPS una richiesta di accesso civico 'semplice' relativa a un documento che l'ente aveva l'obbligo di pubblicare ma non ha ancora pubblicato. Il primo effetto della richiesta, secondo il D.Lgs 33/2013, è:

  1. l'obbligo per l'amministrazione di procedere alla pubblicazione del documento richiesto e di trasmetterlo contestualmente al richiedente
  2. la sospensione di ogni attività istituzionale dell'ufficio competente
  3. l'automatica apertura di un procedimento disciplinare a carico del RPCT
  4. l'obbligo di richiedere l'autorizzazione preventiva del Garante privacy

In caso di accesso civico semplice, l'amministrazione deve procedere alla pubblicazione del documento dovuto e trasmetterlo al richiedente, secondo l'art. 5 del D.Lgs 33/2013. (D.Lgs 33/2013, art. 5, c. 3)

22. Il titolare del potere sostitutivo in caso di inerzia dell'amministrazione nel rispondere a una richiesta di accesso civico è, di regola:

  1. il Presidente della Repubblica
  2. un dirigente diverso individuato dall'amministrazione, secondo quanto stabilito dalla normativa sulla trasparenza
  3. il Garante per la protezione dei dati personali
  4. il giudice penale

In caso di inerzia sulle richieste di accesso, la normativa individua un titolare del potere sostitutivo diverso dal responsabile inadempiente. (D.Lgs 33/2013, art. 5, c. 7 / L. 241/1990, art. 2, c. 9-bis)

23. Il D.Lgs 33/2013 è stato oggetto di rilevanti modifiche ad opera del:

  1. D.Lgs 165/2001, sul pubblico impiego
  2. D.Lgs 36/2023, sui contratti pubblici
  3. D.Lgs 97/2016, che ha introdotto l'accesso civico generalizzato (FOIA)
  4. D.Lgs 82/2005, sul Codice dell'amministrazione digitale

Il D.Lgs 97/2016 ha riformato in profondità il D.Lgs 33/2013, introducendo l'accesso civico generalizzato di tipo FOIA.

24. In caso di diniego totale o parziale dell'accesso civico generalizzato, il richiedente può presentare, alternativamente al ricorso al giudice amministrativo, richiesta di riesame:

  1. al Ministero dell'Economia e delle Finanze
  2. al Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'ente
  3. al Direttore Generale dell'INPS in ogni caso
  4. al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza dell'amministrazione

Contro il diniego di accesso civico generalizzato è possibile presentare, in alternativa al ricorso giurisdizionale, richiesta di riesame al RPCT. (D.Lgs 33/2013, art. 5, c. 7)

25. Il PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) è stato introdotto da:

  1. l'art. 6 del D.L. 80/2021, convertito con modificazioni dalla L. 113/2021
  2. il D.Lgs 33/2013
  3. la L. 190/2012
  4. il Regolamento UE 2016/679

Il PIAO è stato introdotto dall'art. 6 del D.L. 80/2021, convertito dalla L. 113/2021, come strumento di programmazione unificato. (D.L. 80/2021, art. 6, conv. L. 113/2021)

26. Il PIAO assorbe e sostituisce, tra gli altri, il precedente:

  1. il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi in ogni sua parte
  2. Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT) e il Piano della Performance
  3. il Codice dei contratti pubblici
  4. lo Statuto dell'ente

Il PIAO assorbe, tra gli altri, il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza e il Piano della Performance, semplificando la pianificazione degli enti pubblici. (D.L. 80/2021, art. 6, conv. L. 113/2021)

27. Il PIAO è un documento di programmazione:

  1. riservato esclusivamente alla materia della sicurezza sul lavoro
  2. valido una tantum, senza aggiornamenti periodici
  3. unitario, che integra in un unico strumento più piani precedentemente separati (organizzazione, performance, anticorruzione e trasparenza, fabbisogni di personale)
  4. che sostituisce integralmente il bilancio dell'ente

Il PIAO integra in un unico documento più strumenti di programmazione prima distinti (organizzazione, performance, anticorruzione/trasparenza, fabbisogni di personale). (D.L. 80/2021, art. 6, conv. L. 113/2021)

28. Nell'ambito del PIAO adottato da un ente come l'INPS, la sezione dedicata alle misure di prevenzione della corruzione e trasparenza costituisce, di fatto, l'evoluzione del precedente:

  1. Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
  2. Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dell'ente
  3. Regolamento di contabilità
  4. Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT)

La sezione anticorruzione e trasparenza del PIAO costituisce l'evoluzione del precedente PTPCT, ora ricompreso nel piano integrato. (D.L. 80/2021, art. 6, conv. L. 113/2021)

29. Con riferimento al PIAO rispetto al previgente sistema di pianificazione, quale affermazione è corretta?

  1. Il PIAO ha finalità di semplificazione e integrazione, riducendo la pluralità di piani distinti in un unico strumento con cadenza triennale e aggiornamento annuale
  2. Il PIAO è adottato esclusivamente da ANAC per tutte le pubbliche amministrazioni
  3. Il PIAO riguarda solo gli obblighi in materia di protezione dei dati personali
  4. Il PIAO ha abrogato integralmente la L. 190/2012 e il D.Lgs 33/2013

Il PIAO ha finalità di semplificazione, riducendo la pluralità di piani di programmazione in un unico strumento, senza abrogare la disciplina sostanziale di L. 190/2012 e D.Lgs 33/2013. (D.L. 80/2021, art. 6, conv. L. 113/2021)

30. Quale tra i seguenti NON è, di regola, un contenuto tipico del PIAO?

  1. Gli obiettivi di performance organizzativa e individuale
  2. Le tariffe elettriche applicate agli utenti dei servizi pubblici locali
  3. Le misure di prevenzione della corruzione e trasparenza
  4. La programmazione dei fabbisogni di personale

Le tariffe dei servizi pubblici locali non rientrano tra i contenuti tipici del PIAO, che riguarda organizzazione, performance, anticorruzione/trasparenza e fabbisogni di personale. (D.L. 80/2021, art. 6, conv. L. 113/2021)

31. Chi è responsabile dell'adozione del PIAO all'interno di un ente pubblico?

  1. Il Garante per la protezione dei dati personali
  2. Esclusivamente il DPO dell'ente
  3. L'organo di vertice amministrativo dell'ente, secondo il proprio ordinamento, con il supporto dei dirigenti competenti
  4. Il giudice amministrativo territorialmente competente

L'adozione del PIAO compete all'organo di vertice amministrativo dell'ente, secondo il proprio ordinamento interno. (D.L. 80/2021, art. 6, conv. L. 113/2021)

32. In un ente di grandi dimensioni come l'INPS, la mancata adozione del PIAO nei termini previsti può comportare, tra le conseguenze previste dalla disciplina, anche riflessi su:

  1. l'automatica decadenza degli organi di vertice dell'ente
  2. la sospensione dei pagamenti delle prestazioni previdenziali agli utenti
  3. l'annullamento retroattivo di tutti gli atti dell'ente
  4. responsabilità dirigenziale e profili valutabili in sede di performance

Ritardi o omissioni nell'adozione del PIAO possono riflettersi sulla responsabilità dirigenziale e sulla valutazione della performance dei soggetti responsabili. (D.L. 80/2021, art. 6, conv. L. 113/2021 / D.Lgs 165/2001, art. 21)

33. Il D.Lgs 24/2023 ha recepito nell'ordinamento italiano la disciplina UE in materia di:

  1. protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione (whistleblowing)
  2. protezione dei dati personali (GDPR)
  3. contratti pubblici
  4. inconferibilità e incompatibilità degli incarichi

Il D.Lgs 24/2023 recepisce la Direttiva UE 2019/1937 in materia di protezione dei segnalanti di violazioni del diritto dell'Unione (whistleblowing). (D.Lgs 24/2023 (Direttiva UE 2019/1937))

34. Il D.Lgs 24/2023 ha sostituito, ampliandola, la previgente disciplina del whistleblowing nel settore pubblico contenuta:

  1. nell'art. 97 della Costituzione
  2. nell'art. 54-bis del D.Lgs 165/2001
  3. nel D.Lgs 39/2013
  4. nel Regolamento UE 2016/679

Il D.Lgs 24/2023 ha sostituito e ampliato la precedente disciplina dell'art. 54-bis del D.Lgs 165/2001 sul whistleblowing nel settore pubblico. (D.Lgs 24/2023 / D.Lgs 165/2001, art. 54-bis)

35. Uno degli elementi centrali della tutela del whistleblower secondo il D.Lgs 24/2023 è:

  1. la possibilità per l'amministrazione di sanzionare sempre il segnalante in caso di segnalazione infondata in buona fede
  2. l'obbligo per il segnalante di rendere pubblica la propria identità
  3. la riservatezza dell'identità del segnalante e il divieto di atti ritorsivi nei suoi confronti
  4. l'esclusione di ogni tutela per i segnalanti dipendenti pubblici

La riservatezza dell'identità del segnalante e il divieto di ritorsioni sono cardini della tutela whistleblowing introdotta dal D.Lgs 24/2023. (D.Lgs 24/2023, artt. 12 e 17)

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