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👔 Pubblico impiego (D.Lgs 165/2001)

Fonti e principio di privatizzazione

Il D.Lgs 165/2001 è il Testo Unico che disciplina il lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, esito della privatizzazione del rapporto: salve le categorie rimaste in regime pubblicistico (art. 3 — magistrati, personale militare e delle Forze di polizia, carriere diplomatica e prefettizia), il rapporto è regolato dal codice civile, dalle leggi sul lavoro privato e, con ruolo centrale, dalla contrattazione collettiva (art. 2), negoziata dall'ARAN. Le controversie di lavoro contrattualizzato sono devolute al giudice ordinario del lavoro. Il sistema distingue nettamente indirizzo politico-amministrativo (organi di governo: obiettivi, programmi, verifica dei risultati) e gestione (dirigenti: atti e provvedimenti, anche con rilevanza esterna) — art. 4; analoga distinzione vale tra atti di macro-organizzazione, di natura pubblicistica, e atti di micro-organizzazione e gestione del rapporto, assunti dai dirigenti con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro (art. 5).

Accesso e rapporto di lavoro

L'accesso avviene, secondo l'art. 97 Cost. e l'art. 35 D.Lgs 165/2001, mediante concorso pubblico, con procedure pubbliche, imparziali e fondate su criteri oggettivi e trasparenti; eccezioni previste dalla legge riguardano, ad esempio, l'avviamento dalle liste di collocamento per profili con il solo requisito della scuola dell'obbligo e le categorie protette. Il rapporto si articola in un sistema di classificazione professionale per aree (art. 52): il dipendente è adibito alle mansioni di assunzione o a quelle equivalenti, con diritto al trattamento della qualifica superiore se assegnato, per esigenze di servizio, a mansioni superiori. Vige il regime delle incompatibilità (art. 53), che vincola all'esclusività della prestazione, salvo autorizzazioni.

Le responsabilità del dipendente pubblico

Un medesimo fatto può generare, in modo autonomo, responsabilità disciplinare (violazione di doveri, artt. 55 ss., con l'UPD competente per le infrazioni più gravi), penale (reato, giudice penale), civile (danno a terzi, con eventuale rivalsa per dolo o colpa grave) e amministrativo-contabile/erariale (danno all'ente, giurisdizione esclusiva della Corte dei conti, dolo o colpa grave, art. 103 Cost.). Distinta è la responsabilità dirigenziale (art. 21), collegata al mancato raggiungimento degli obiettivi. Il codice di comportamento (DPR 62/2013, attuativo dell'art. 54) è fonte primaria di responsabilità disciplinare, rilevante anche su altri fronti.

Performance e lavoro agile

Il D.Lgs 150/2009 ha introdotto il ciclo di gestione della performance (pianificazione, misurazione e valutazione, Relazione sulla performance, sistemi premianti), presidiato dall'OIV e informato al principio di differenziazione dei giudizi di merito. Il lavoro agile (L. 81/2017), applicabile anche alle PA, è una modalità di esecuzione del rapporto subordinato priva di vincoli fissi di orario e luogo, regolata da accordo individuale e distinta dal telelavoro, che presuppone una postazione fissa esterna.

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Preguntas de muestra (35)

1. Il D.Lgs 165/2001 costituisce, nell'ordinamento italiano, il...

  1. Testo Unico sulle disposizioni in materia di ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche
  2. Testo Unico sugli enti locali
  3. Codice dei contratti pubblici
  4. Codice dell'amministrazione digitale

Il D.Lgs 165/2001 è il Testo Unico che disciplina il rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, esito del processo di privatizzazione avviato nei primi anni Novanta. (Pubblico impiego — fonti e principi (D.Lgs 165/2001, art. 1))

2. La cosiddetta privatizzazione del pubblico impiego consiste, in sintesi, nel...

  1. Trasferimento a soggetti privati della titolarità delle funzioni pubbliche
  2. Assoggettamento del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici, salve le eccezioni previste, alle regole del diritto civile e alla contrattazione collettiva, anziché a un regime interamente pubblicistico
  3. Passaggio della gestione del personale pubblico da un regime contrattuale a un regime interamente regolamentare
  4. Trasferimento della titolarità dei rapporti di lavoro pubblico dallo Stato alle Regioni

La privatizzazione ha comportato la contrattualizzazione del rapporto di lavoro pubblico, assoggettato (salvo eccezioni) alle regole civilistiche e alla contrattazione collettiva, in luogo del previgente regime di diritto pubblico. (Pubblico impiego — fonti e principi (D.Lgs 165/2001, art. 2))

3. Un neo-assunto chiede quali norme disciplinano il proprio rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione: ai sensi dell'art. 2 D.Lgs 165/2001, tale rapporto è regolato, come regola generale...

  1. Esclusivamente da un regolamento governativo unico per tutte le amministrazioni
  2. Esclusivamente dai singoli statuti delle amministrazioni di appartenenza
  3. Dalle disposizioni del codice civile in materia di lavoro subordinato e dalle leggi sui rapporti di lavoro nell'impresa, salve le disposizioni speciali del medesimo decreto, e dai contratti collettivi
  4. Esclusivamente dalle norme del diritto amministrativo previgenti alla riforma del pubblico impiego

L'art. 2 D.Lgs 165/2001 rinvia, per la disciplina del rapporto, al codice civile e alla legislazione sul lavoro privato, salve le disposizioni speciali del decreto, con centralità della contrattazione collettiva. (Pubblico impiego — fonti e principi (D.Lgs 165/2001, art. 2))

4. Un dipendente di un'amministrazione pubblica con rapporto di lavoro contrattualizzato intende proporre una controversia relativa al proprio rapporto di lavoro: il giudice competente è, come regola generale...

  1. Il giudice amministrativo, in ogni caso
  2. Il giudice contabile in composizione monocratica
  3. La Corte dei conti
  4. Il giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro

A seguito della privatizzazione, le controversie relative ai rapporti di lavoro contrattualizzati sono devolute, come regola generale, al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro (art. 63 D.Lgs 165/2001). (Pubblico impiego — fonti e principi (D.Lgs 165/2001, art. 63))

5. Ai sensi dell'art. 3 D.Lgs 165/2001, rimane escluso dalla contrattualizzazione e resta in regime di diritto pubblico, tra gli altri, il personale...

  1. Militare e delle Forze di polizia di Stato
  2. Amministrativo degli enti previdenziali
  3. Tecnico degli enti locali
  4. Amministrativo dei Ministeri con qualifica non dirigenziale

L'art. 3 D.Lgs 165/2001 esclude dalla contrattualizzazione, tra le altre, le categorie di magistrati, personale militare e delle Forze di polizia, carriera diplomatica e prefettizia, che restano in regime di diritto pubblico. (Pubblico impiego — fonti e principi (D.Lgs 165/2001, art. 3))

6. La distinzione tra indirizzo politico-amministrativo e gestione, delineata dal D.Lgs 165/2001, si fonda sul principio per cui...

  1. Gli organi di governo adottano sia gli atti di indirizzo sia tutti gli atti di gestione ordinaria
  2. Gli organi di governo definiscono obiettivi e programmi, mentre l'adozione degli atti di gestione spetta ai dirigenti
  3. I dirigenti definiscono gli obiettivi politici, mentre gli organi di governo ne curano l'attuazione gestionale
  4. Indirizzo e gestione sono funzioni indistintamente attribuite sia agli organi di governo sia ai dirigenti

Il D.Lgs 165/2001 separa la funzione di indirizzo politico-amministrativo, riservata agli organi di governo, dalla funzione di gestione, attribuita in via esclusiva ai dirigenti. (Pubblico impiego — indirizzo politico e gestione (D.Lgs 165/2001, art. 4))

7. Agli organi di governo dell'amministrazione, ai sensi dell'art. 4 D.Lgs 165/2001, competono in via prioritaria...

  1. L'adozione di tutti gli atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno
  2. La gestione finanziaria, tecnica e amministrativa corrente
  3. La definizione degli obiettivi e dei programmi, e la verifica della rispondenza dei risultati della gestione agli indirizzi impartiti
  4. L'adozione dei singoli provvedimenti amministrativi relativi a procedimenti specifici

Agli organi di governo spetta la definizione di obiettivi, priorità e programmi, con verifica dei risultati, mentre la gestione concreta è riservata ai dirigenti. (Pubblico impiego — indirizzo politico e gestione (D.Lgs 165/2001, art. 4))

8. Ai dirigenti, secondo il D.Lgs 165/2001, spetta l'adozione...

  1. Esclusivamente degli atti normativi dell'amministrazione
  2. Esclusivamente degli atti di indirizzo politico generale
  3. Degli atti di nomina degli organi di vertice politico dell'amministrazione
  4. Degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi quelli che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, e la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa

Ai dirigenti compete l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, inclusi quelli con rilevanza esterna, e la gestione delle risorse finanziarie, tecniche e umane. (Pubblico impiego — indirizzo politico e gestione (D.Lgs 165/2001, art. 4))

9. Un componente dell'organo di governo di un'amministrazione adotta direttamente un provvedimento di aggiudicazione di una gara d'appalto, atto tipicamente gestionale riservato alla dirigenza: tale atto è, secondo il sistema del D.Lgs 165/2001...

  1. Adottato in violazione del principio di distinzione tra indirizzo politico e gestione, salvi i casi eccezionali previsti dalla legge
  2. Pienamente legittimo, poiché l'organo di governo può sempre sostituirsi al dirigente
  3. Legittimo solo se successivamente ratificato dal dirigente competente
  4. Irrilevante, poiché la distinzione tra indirizzo e gestione riguarda solo gli enti locali

Il D.Lgs 165/2001 vieta agli organi di governo di adottare atti di competenza dirigenziale, salvi i casi eccezionali espressamente previsti dalla legge. (Pubblico impiego — indirizzo politico e gestione (D.Lgs 165/2001, art. 4))

10. Il potere di organizzazione degli uffici, ai sensi dell'art. 5 D.Lgs 165/2001, si articola distinguendo tra...

  1. Atti riservati esclusivamente al legislatore statale e atti riservati esclusivamente ai contratti collettivi
  2. Atti di macro-organizzazione, di natura pubblicistica, con cui l'amministrazione definisce le linee fondamentali di organizzazione, e atti di micro-organizzazione e gestione del rapporto di lavoro, adottati con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro
  3. Atti di organizzazione validi solo per le amministrazioni statali e atti validi solo per gli enti locali
  4. Atti di organizzazione a efficacia retroattiva e atti a efficacia solo futura

L'art. 5 D.Lgs 165/2001 distingue gli atti di macro-organizzazione (natura pubblicistica, organi di governo) dagli atti di micro-organizzazione e gestione (natura privatistica, dirigenti). (Pubblico impiego — indirizzo politico e gestione (D.Lgs 165/2001, art. 5))

11. Gli atti di macro-organizzazione adottati dalle amministrazioni ai sensi dell'art. 5, comma 1, D.Lgs 165/2001 hanno natura...

  1. Privatistica, come i normali atti di gestione del rapporto di lavoro
  2. Contrattuale collettiva, negoziata con le organizzazioni sindacali
  3. Pubblicistica, secondo i rispettivi ordinamenti, e restano soggetti alla giurisdizione del giudice amministrativo
  4. Meramente politica, priva di rilevanza giuridica esterna

Gli atti di macro-organizzazione conservano natura pubblicistica e restano tipicamente soggetti al sindacato del giudice amministrativo, a differenza degli atti di gestione del rapporto di lavoro. (Pubblico impiego — indirizzo politico e gestione (D.Lgs 165/2001, art. 5))

12. Gli atti di gestione del rapporto di lavoro e di micro-organizzazione, ai sensi dell'art. 5, comma 2, D.Lgs 165/2001, sono adottati dai dirigenti...

  1. In via meramente consultiva, salva approvazione dell'organo politico
  2. Esercitando poteri autoritativi tipici del provvedimento amministrativo
  3. Su delega necessaria dell'organo di governo per ogni singolo atto
  4. Con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro, secondo le disposizioni civilistiche

Gli atti di micro-organizzazione e di gestione del rapporto di lavoro sono adottati dai dirigenti con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro, coerentemente con la privatizzazione del rapporto. (Pubblico impiego — indirizzo politico e gestione (D.Lgs 165/2001, art. 5))

13. Tra le finalità della disciplina del lavoro pubblico, ai sensi dell'art. 1 D.Lgs 165/2001, rientra...

  1. L'accrescimento dell'efficienza delle amministrazioni, la razionalizzazione del costo del lavoro pubblico e la valorizzazione della contrattazione collettiva
  2. L'abolizione integrale della contrattazione collettiva nel settore pubblico
  3. La riserva esclusiva del reclutamento del personale alle Regioni
  4. L'eliminazione del concorso pubblico quale modalità di accesso

L'art. 1 D.Lgs 165/2001 individua tra le finalità l'efficienza delle amministrazioni, la razionalizzazione della spesa per il personale e il ruolo centrale della contrattazione collettiva. (Pubblico impiego — fonti e principi (D.Lgs 165/2001, art. 1))

14. Un contratto collettivo nazionale del comparto disciplina un istituto del rapporto di lavoro in modo difforme da un regolamento amministrativo previgente, non avente carattere imperativo: quale disciplina prevale, secondo l'art. 2, comma 2, D.Lgs 165/2001?

  1. Il regolamento amministrativo previgente, che prevale sempre sul contratto collettivo
  2. Il contratto collettivo, che prevale sulle disposizioni di regolamento incompatibili in materia di rapporti di lavoro, salvo che si tratti di norme a carattere imperativo
  3. Nessuna delle due fonti, dovendosi applicare direttamente il codice civile
  4. Il regolamento, ma solo se adottato successivamente al contratto collettivo

Ai sensi dell'art. 2, comma 2, D.Lgs 165/2001, il contratto collettivo prevale sulle disposizioni regolamentari incompatibili in materia di rapporti di lavoro, salve le norme imperative. (Pubblico impiego — fonti e principi (D.Lgs 165/2001, art. 2))

15. Ai sensi dell'art. 97, comma 4, della Costituzione, l'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni avviene, come regola generale...

  1. Mediante chiamata diretta dell'amministrazione
  2. Mediante anzianità di servizio in altre amministrazioni
  3. Mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge
  4. Mediante elezione da parte del personale già in servizio

L'art. 97 Cost. sancisce, come regola generale, l'accesso agli impieghi pubblici mediante concorso, salve le eccezioni stabilite dalla legge. (Pubblico impiego — accesso (Cost. art. 97; D.Lgs 165/2001 art. 35))

16. Tra le modalità di reclutamento del personale previste dall'art. 35 D.Lgs 165/2001 figura, in via principale...

  1. Il sorteggio tra gli aspiranti in possesso dei requisiti minimi
  2. La cooptazione tra dipendenti già in servizio
  3. La nomina fiduciaria da parte dell'organo di indirizzo politico
  4. Il concorso pubblico, per esami, per titoli ed esami o per corso-concorso

L'art. 35 D.Lgs 165/2001 individua nel concorso pubblico, nelle sue diverse forme, la modalità principale di reclutamento del personale delle pubbliche amministrazioni. (Pubblico impiego — accesso (D.Lgs 165/2001, art. 35))

17. Le procedure di reclutamento del personale pubblico devono garantire, ai sensi dell'art. 35 D.Lgs 165/2001...

  1. Adeguata pubblicità, imparzialità, economicità e celerità di espletamento, con adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti
  2. La riserva integrale dei posti al personale interno già in servizio
  3. L'esclusione di ogni forma di pubblicità della selezione, per ragioni di riservatezza
  4. La discrezionalità piena della commissione, senza vincoli procedurali

L'art. 35 D.Lgs 165/2001 richiede procedure di reclutamento pubbliche, imparziali, economiche, celeri e fondate su criteri oggettivi e trasparenti. (Pubblico impiego — accesso (D.Lgs 165/2001, art. 35))

18. Un'amministrazione, nel comporre la commissione di un concorso pubblico, include un componente che ricopre una carica politica in carica: tale composizione è...

  1. Regolare, poiché la legge non pone limiti alla composizione delle commissioni
  2. Irregolare, poiché le commissioni devono essere formate da esperti di comprovata competenza tecnica, senza rappresentanti di organi politici o cariche politiche
  3. Regolare, purché il componente politico si astenga solo nella seduta finale
  4. Irrilevante, trattandosi di una mera irregolarità sanabile in ogni caso senza conseguenze

Le commissioni di concorso devono essere composte da esperti di provata competenza tecnica, con esclusione di chi ricopra cariche politiche o rappresenti sindacati, a garanzia dell'imparzialità della selezione. (Pubblico impiego — accesso (D.Lgs 165/2001, art. 35, comma 3, lett. e)))

19. In sede di bando di concorso, un'amministrazione richiede ai candidati il possesso di determinati requisiti generali: tra questi rientra tipicamente...

  1. Il possesso di un reddito minimo personale
  2. L'iscrizione a un partito politico
  3. L'idoneità fisica all'impiego e il godimento dei diritti civili e politici
  4. La residenza anagrafica nel comune sede dell'amministrazione

Tra i requisiti generali di accesso rientrano l'idoneità fisica alle mansioni e il godimento dei diritti civili e politici, oltre a età minima e cittadinanza secondo le regole applicabili. (Pubblico impiego — accesso (D.Lgs 165/2001, art. 35))

20. L'assunzione mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento, senza concorso, prevista dall'art. 35 D.Lgs 165/2001, riguarda tipicamente...

  1. I profili dirigenziali di vertice
  2. I profili con funzioni di indirizzo politico-amministrativo
  3. Tutti i profili professionali indistintamente
  4. Le qualifiche e i profili per cui è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo

L'avviamento dalle liste di collocamento, senza concorso, è riservato dall'art. 35 D.Lgs 165/2001 a qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo. (Pubblico impiego — accesso (D.Lgs 165/2001, art. 35))

21. Per un posto pubblico che comporta l'esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, un bando riserva l'accesso ai soli cittadini italiani, escludendo cittadini extracomunitari privi di tale requisito: tale riserva è, in linea di principio...

  1. Ammissibile, in quanto la legge può riservare ai cittadini italiani i posti che comportano l'esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri
  2. Illegittima in ogni caso, poiché l'accesso al pubblico impiego deve essere sempre aperto a tutti
  3. Illegittima, perché la cittadinanza non può mai costituire requisito di accesso
  4. Ammissibile solo per i profili dirigenziali degli enti locali

La legge può riservare ai cittadini italiani (fermi restando i diritti dei cittadini UE per gli altri posti) l'accesso ai posti che comportano l'esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri. (Pubblico impiego — accesso (D.Lgs 165/2001, art. 38))

22. Le forme flessibili di assunzione e di impiego del personale, disciplinate dall'art. 36 D.Lgs 165/2001, comprendono, tra l'altro...

  1. L'assunzione diretta senza alcuna selezione, per qualsiasi profilo
  2. Il contratto di lavoro a tempo determinato e il contratto di somministrazione di lavoro, nel rispetto delle procedure di reclutamento vigenti
  3. L'affidamento esclusivo delle funzioni a collaboratori esterni in luogo del personale dipendente, senza limiti
  4. La stabilizzazione automatica di ogni rapporto flessibile decorso un anno

L'art. 36 D.Lgs 165/2001 disciplina il ricorso a forme contrattuali flessibili, quali il tempo determinato e la somministrazione, nel rispetto delle regole generali sul reclutamento. (Pubblico impiego — accesso (D.Lgs 165/2001, art. 36))

23. La riserva di posti per le categorie protette, prevista dalla disciplina sul collocamento obbligatorio (L. 68/1999), costituisce, rispetto alla regola del concorso pubblico...

  1. Una modalità che sostituisce integralmente il concorso pubblico per tutte le assunzioni
  2. Una violazione sempre illegittima del principio costituzionale del concorso
  3. Un'eccezione ammessa dalla legge, in coerenza con la riserva di cui all'art. 97 Cost.
  4. Una misura applicabile solo al settore privato

L'art. 97 Cost. ammette eccezioni al concorso stabilite dalla legge; tra queste rientra il collocamento obbligatorio delle categorie protette, disciplinato dalla L. 68/1999. (Pubblico impiego — accesso (Cost. art. 97; L. 68/1999))

24. Un ente pubblico ricorre in modo sistematico e reiterato a contratti a tempo determinato per sopperire a carenze strutturali di organico, senza mai bandire concorsi: tale prassi...

  1. È pienamente conforme al sistema, poiché il tempo determinato equivale al concorso pubblico
  2. È illegittima solo se il contratto supera i cinque anni consecutivi
  3. È irrilevante, poiché non esistono limiti al ricorso a contratti flessibili nel pubblico impiego
  4. Si pone in contrasto con il carattere eccezionale e flessibile che le assunzioni a termine devono avere rispetto alla regola del concorso per esigenze stabili di organico

Le forme flessibili di assunzione hanno carattere eccezionale e non possono sostituire stabilmente il concorso pubblico per la copertura di esigenze strutturali di organico. (Pubblico impiego — accesso (D.Lgs 165/2001, art. 36))

25. Il sistema di classificazione professionale dei dipendenti pubblici contrattualizzati, ai sensi dell'art. 52 D.Lgs 165/2001, è definito dai contratti collettivi e si articola...

  1. In aree o categorie professionali, entro ciascuna delle quali sono ricomprese le diverse mansioni
  2. In un'unica qualifica indifferenziata per tutto il personale
  3. Esclusivamente per anzianità di servizio, senza alcuna distinzione di ruolo
  4. In base al solo titolo di studio posseduto, indipendentemente dalle mansioni svolte

L'inquadramento del personale pubblico contrattualizzato si fonda su un sistema di classificazione in aree o categorie professionali, definito dalla contrattazione collettiva. (Pubblico impiego — rapporto di lavoro (D.Lgs 165/2001, art. 52))

26. Il principio generale in materia di mansioni nel pubblico impiego, ai sensi dell'art. 52 D.Lgs 165/2001, prevede che il dipendente sia adibito...

  1. A qualsiasi mansione, anche di categoria diversa, a discrezione insindacabile del dirigente
  2. Alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle equivalenti nell'ambito della classificazione professionale, ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica successivamente acquisita
  3. Esclusivamente a mansioni inferiori rispetto a quelle di assunzione, se richiesto dall'amministrazione
  4. A mansioni stabilite di volta in volta dalla contrattazione individuale, in deroga alla classificazione collettiva

L'art. 52 D.Lgs 165/2001 fissa il principio per cui il dipendente è adibito alle mansioni di assunzione o a quelle equivalenti, ovvero a quelle della qualifica superiore successivamente acquisita per via selettiva. (Pubblico impiego — rapporto di lavoro (D.Lgs 165/2001, art. 52))

27. Un dipendente pubblico viene assegnato, per obiettive esigenze di servizio, allo svolgimento di mansioni proprie della categoria immediatamente superiore: quale conseguenza discende, come principio, dall'art. 52 D.Lgs 165/2001?

  1. Nessuna conseguenza economica, trattandosi di mera cortesia istituzionale
  2. L'acquisizione automatica e definitiva della qualifica superiore, senza necessità di procedura selettiva
  3. Il diritto al trattamento economico corrispondente all'attività svolta per il periodo di effettivo svolgimento delle mansioni superiori, nei limiti e alle condizioni previste dalla legge
  4. La decadenza automatica dal rapporto di lavoro

Lo svolgimento di mansioni superiori per obiettive esigenze di servizio dà diritto al trattamento economico corrispondente per il periodo di effettivo svolgimento, senza comportare automaticamente l'inquadramento definitivo nella qualifica superiore. (Pubblico impiego — rapporto di lavoro (D.Lgs 165/2001, art. 52))

28. L'ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) è l'ente che...

  1. Giudica le controversie di lavoro pubblico in unico grado
  2. Vigila sulla regolarità contributiva delle amministrazioni pubbliche
  3. Eroga le prestazioni previdenziali ai dipendenti pubblici
  4. Rappresenta legalmente le pubbliche amministrazioni ai fini della contrattazione collettiva nazionale

L'ARAN è l'agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni nella contrattazione collettiva nazionale, secondo la disciplina del D.Lgs 165/2001. (Pubblico impiego — rapporto di lavoro (D.Lgs 165/2001, art. 46))

29. La funzione principale dell'ARAN nel sistema del pubblico impiego consiste nel...

  1. Negoziare e sottoscrivere i contratti collettivi nazionali per conto delle amministrazioni pubbliche, sulla base degli indirizzi ricevuti dai comitati di settore
  2. Erogare direttamente le retribuzioni ai dipendenti pubblici
  3. Bandire e gestire i concorsi pubblici per tutte le amministrazioni
  4. Esercitare il potere disciplinare in luogo delle singole amministrazioni

L'ARAN negozia e sottoscrive, per conto delle amministrazioni pubbliche e sulla base degli indirizzi ricevuti dai comitati di settore, i contratti collettivi nazionali di lavoro. (Pubblico impiego — rapporto di lavoro (D.Lgs 165/2001, art. 46))

30. La contrattazione collettiva nazionale nel pubblico impiego si svolge...

  1. Senza alcuna articolazione, in un unico contratto per l'intero settore pubblico e privato
  2. Per comparti di contrattazione, tra l'ARAN e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative
  3. Esclusivamente a livello di singola amministrazione, senza alcun contratto nazionale
  4. Solo per il personale dirigenziale, restando il resto del personale privo di contratto collettivo

La contrattazione collettiva nel pubblico impiego si articola per comparti, con l'ARAN quale parte datoriale negoziale nei confronti delle organizzazioni sindacali rappresentative. (Pubblico impiego — rapporto di lavoro (D.Lgs 165/2001, art. 40))

31. Il trattamento economico dei dipendenti pubblici contrattualizzati è determinato...

  1. Unilateralmente da ciascuna amministrazione, senza vincoli collettivi
  2. Esclusivamente per via legislativa, senza intervento della contrattazione collettiva
  3. Dai contratti collettivi, salvi gli emolumenti eventualmente attribuiti in sede decentrata nei limiti previsti dalla contrattazione nazionale
  4. Dal singolo dirigente, caso per caso, in via del tutto discrezionale

Il trattamento economico dei dipendenti pubblici è definito dai contratti collettivi, con possibili integrazioni in sede di contrattazione integrativa nei limiti fissati dal livello nazionale. (Pubblico impiego — rapporto di lavoro (D.Lgs 165/2001, art. 45))

32. Tra i doveri del dipendente pubblico, connessi al rapporto di lavoro, rientra...

  1. L'obbligo di prestare attività lavorativa gratuita oltre l'orario contrattuale, su richiesta del dirigente
  2. L'obbligo di aderire a un determinato partito politico
  3. L'obbligo di risiedere esclusivamente nel comune sede dell'ufficio
  4. L'obbligo di diligenza, correttezza e collaborazione nello svolgimento della prestazione lavorativa

Tra i doveri fondamentali del dipendente pubblico rientrano diligenza, correttezza e collaborazione nell'esecuzione della prestazione lavorativa. (Pubblico impiego — rapporto di lavoro (D.Lgs 165/2001, art. 2; c.c.))

33. L'obbligo di esclusività della prestazione lavorativa comporta, per il dipendente pubblico a tempo pieno...

  1. Il divieto di svolgere altre attività lavorative subordinate o autonome, salvo le eccezioni e le autorizzazioni previste dalla legge
  2. L'obbligo di svolgere una seconda attività lavorativa a beneficio dell'amministrazione
  3. Il divieto assoluto di svolgere qualsiasi attività, anche occasionale e non retribuita, nel tempo libero
  4. La facoltà di svolgere liberamente qualsiasi altra attività, senza necessità di autorizzazione

Il regime delle incompatibilità vieta, salvo eccezioni e autorizzazioni previste dalla legge, lo svolgimento di altre attività lavorative da parte del dipendente pubblico a tempo pieno. (Pubblico impiego — rapporto di lavoro (D.Lgs 165/2001, art. 53))

34. Il regime delle incompatibilità e del cumulo di impieghi e incarichi dei dipendenti pubblici è disciplinato, in via generale...

  1. Dal solo codice penale
  2. Dall'art. 53 D.Lgs 165/2001
  3. Esclusivamente dai regolamenti interni di ciascuna amministrazione, senza norme statali
  4. Dal D.Lgs 150/2009

L'art. 53 D.Lgs 165/2001 reca la disciplina generale in materia di incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi dei dipendenti pubblici. (Pubblico impiego — rapporto di lavoro (D.Lgs 165/2001, art. 53))

35. Un dipendente pubblico a tempo pieno svolge, senza autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza, un'attività professionale extra-istituzionale di natura continuativa: tale condotta...

  1. È irrilevante, poiché il tempo libero del dipendente non è soggetto ad alcun vincolo
  2. È sempre lecita, purché l'attività non sia retribuita
  3. Integra una violazione del regime delle incompatibilità, con possibili conseguenze disciplinari
  4. Comporta automaticamente la decadenza dalla cittadinanza

Lo svolgimento non autorizzato di attività extra-istituzionali incompatibili con il rapporto di pubblico impiego viola il regime delle incompatibilità e può dar luogo a responsabilità disciplinare. (Pubblico impiego — rapporto di lavoro (D.Lgs 165/2001, art. 53))

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