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🧮 Previdenza sociale II: contribuzione e sistemi di calcolo

La contribuzione previdenziale: quattro tipologie da non confondere

La posizione assicurativa di ogni lavoratore si costruisce attraverso periodi di contribuzione che possono avere natura molto diversa tra loro. La contribuzione obbligatoria nasce dallo svolgimento di un'attività lavorativa soggetta per legge ad assicurazione: l'onere è ripartito tra datore di lavoro e lavoratore, con obbligo di denuncia periodica (tipicamente tramite il flusso UniEmens) e di versamento a carico del datore, anche per la quota trattenuta al dipendente. Il principio di automaticità delle prestazioni (art. 2116 c.c.) tutela il lavoratore anche quando il datore ometta il versamento. La contribuzione figurativa copre invece periodi accreditati senza alcun versamento effettivo, in relazione a eventi tutelati dalla legge come maternità, servizio militare, cassa integrazione, malattia o disoccupazione. La contribuzione volontaria consente all'interessato di proseguire, a proprio carico e previa autorizzazione dell'INPS, i versamenti dopo la cessazione o sospensione dell'attività. La contribuzione da riscatto, infine, permette di coprire, dietro pagamento di un onere, periodi altrimenti privi di copertura, come gli anni del corso legale di laurea o periodi svolti all'estero. Distinguere correttamente queste quattro tipologie è essenziale, così come comprendere gli istituti di minimale e massimale contributivo, che delimitano rispettivamente la base imponibile minima e il tetto massimo su cui si calcolano i contributi.

Dal retributivo al contributivo: la riforma Fornero

Il calcolo della pensione segue tre criteri: il sistema retributivo, basato sulla media delle retribuzioni e sull'anzianità contributiva, applicabile a chi aveva già i requisiti al 31 dicembre 1995; il sistema contributivo, generalizzato dalla riforma Dini (L. 335/1995) per i nuovi assicurati dal 1996, che trasforma il montante dei contributi rivalutati in rendita mediante un coefficiente di trasformazione legato all'età; e il sistema misto (pro-rata), che somma le due quote per chi ha anzianità a cavallo delle riforme. La riforma Fornero (D.L. 201/2011 conv. L. 214/2011, art. 24) ha esteso il calcolo contributivo pro-rata a tutti dal 2012, unificato i requisiti di pensione di vecchiaia e anticipata e introdotto l'adeguamento periodico alla speranza di vita.

Gestione Separata e vigilanza contributiva

La Gestione Separata (L. 335/1995, art. 2 c.26) accoglie parasubordinati e professionisti privi di cassa, applicando il solo criterio contributivo, distinta dalle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti). L'estratto conto contributivo consente di verificare la propria posizione; i contributi si prescrivono in via generale in cinque anni (L. 335/1995, art. 3); INPS e Ispettorato Nazionale del Lavoro vigilano sulla regolarità contributiva, mentre il recupero dei crediti avviene tramite l'avviso di addebito, titolo esecutivo introdotto dall'art. 30 del D.L. 78/2010.

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Preguntas de muestra (35)

1. In cosa consiste la contribuzione obbligatoria da lavoro nel sistema previdenziale italiano?

  1. Nella prosecuzione facoltativa dei versamenti da parte di chi ha cessato l'attività lavorativa, previa autorizzazione dell'INPS
  2. Nell'accredito di periodi assicurativi senza alcun versamento effettivo, disposto per determinati eventi tutelati
  3. Nel versamento di contributi dovuti per legge in relazione allo svolgimento di un'attività lavorativa, con ripartizione dell'onere tra datore di lavoro e lavoratore
  4. Nel versamento di un onere per coprire periodi non lavorati, come gli anni di corso legale di laurea

La contribuzione obbligatoria nasce dallo svolgimento di un'attività lavorativa e il relativo onere è ripartito tra datore di lavoro e lavoratore, a differenza della figurativa, della volontaria e del riscatto. (Previdenza sociale — contribuzione (ordinamento previdenziale))

2. A chi spetta, nel rapporto di lavoro subordinato, l'obbligo di versare all'INPS anche la quota di contribuzione a carico del lavoratore?

  1. Al committente, solo nel caso di collaborazioni coordinate e continuative
  2. Al lavoratore stesso, che deve provvedere autonomamente al versamento periodico
  3. All'INPS, che anticipa la quota e la recupera successivamente tramite ruolo
  4. Al datore di lavoro, che la trattiene dalla retribuzione e la versa insieme alla propria quota

Il datore di lavoro è responsabile del versamento dell'intera contribuzione, comprensiva della quota a carico del lavoratore trattenuta in busta paga. (Previdenza sociale — contribuzione (ordinamento previdenziale))

3. Un lavoratore dipendente scopre che il proprio datore di lavoro non ha versato regolarmente i contributi dovuti per il rapporto di lavoro. In base al principio di automaticità delle prestazioni, quale conseguenza si produce, in linea di principio, per la posizione previdenziale del lavoratore?

  1. Il lavoratore conserva il diritto alle prestazioni previdenziali dell'assicurazione obbligatoria, indipendentemente dall'effettivo versamento da parte del datore di lavoro
  2. Il lavoratore perde ogni diritto alle prestazioni finché il datore di lavoro non regolarizza la propria posizione
  3. Il lavoratore deve versare direttamente i contributi omessi per poter maturare il diritto alle prestazioni
  4. Il lavoratore può richiedere solo una contribuzione figurativa in sostituzione di quella omessa

Il principio di automaticità delle prestazioni (art. 2116 c.c.) tutela il lavoratore anche quando il datore di lavoro non abbia versato regolarmente i contributi dovuti. (Previdenza sociale — contribuzione (art. 2116 c.c. - automaticità delle prestazioni))

4. Cosa si intende per contribuzione figurativa?

  1. Contributi versati dal lavoratore per coprire periodi non lavorati, come il corso di laurea
  2. Periodi accreditati sulla posizione assicurativa senza che vi sia stato un versamento effettivo, per eventi tutelati dalla legge
  3. Contributi versati volontariamente da chi ha cessato l'attività lavorativa
  4. Contributi versati obbligatoriamente dal datore di lavoro per l'intera durata del rapporto

La contribuzione figurativa copre periodi come maternità, servizio militare, CIG, malattia, disoccupazione o congedi, senza che sia richiesto un versamento effettivo. (Previdenza sociale — contribuzione (contribuzione figurativa))

5. Qual è la principale differenza tra contribuzione figurativa e contribuzione volontaria?

  1. La figurativa riguarda solo i lavoratori autonomi, mentre la volontaria riguarda solo i lavoratori dipendenti
  2. La figurativa richiede sempre un versamento a carico dell'interessato, mentre la volontaria è sempre gratuita
  3. La figurativa è accreditata per eventi tutelati senza onere per l'assicurato, mentre la volontaria richiede un versamento a carico dell'interessato previa autorizzazione
  4. La figurativa copre periodi di studio universitario, mentre la volontaria copre periodi di malattia

La contribuzione figurativa non comporta oneri per l'assicurato ed è legata a eventi tutelati, mentre quella volontaria è un versamento a carico dell'interessato, subordinato ad autorizzazione dell'INPS. (Previdenza sociale — contribuzione (contribuzione figurativa e volontaria))

6. In quale situazione un lavoratore può richiedere la prosecuzione volontaria della contribuzione?

  1. Solo quando il datore di lavoro ha omesso il versamento dei contributi dovuti
  2. In qualsiasi momento della carriera lavorativa, senza necessità di autorizzazione
  3. Solo per coprire il periodo del corso legale di laurea
  4. In caso di cessazione o sospensione dell'attività lavorativa, previa autorizzazione dell'INPS e in presenza dei requisiti richiesti

La contribuzione volontaria consente di proseguire i versamenti dopo la cessazione o sospensione dell'attività lavorativa, previa autorizzazione dell'INPS e al ricorrere dei requisiti previsti. (Previdenza sociale — contribuzione (prosecuzione volontaria))

7. Una lavoratrice interrompe l'attività lavorativa per dedicarsi alla cura dei figli e, non avendo altre coperture, chiede all'INPS di poter continuare a versare i contributi a proprio carico per non interrompere la propria posizione assicurativa. Quale istituto sta utilizzando?

  1. La contribuzione volontaria
  2. La contribuzione figurativa
  3. Il riscatto della laurea
  4. La totalizzazione dei periodi assicurativi

Il versamento autonomo di contributi durante un periodo di sospensione dell'attività lavorativa, previa autorizzazione, configura la contribuzione volontaria. (Previdenza sociale — contribuzione (prosecuzione volontaria))

8. Cosa consente la contribuzione da riscatto?

  1. Di accreditare gratuitamente periodi di malattia o maternità
  2. Di coprire, dietro pagamento di un onere, periodi non coperti da altra contribuzione, come gli anni di corso legale di laurea
  3. Di proseguire senza limiti temporali i versamenti dopo la cessazione del lavoro
  4. Di ottenere l'esonero dal versamento dei contributi dovuti per legge

Il riscatto permette di coprire, con un onere a carico dell'interessato, periodi non altrimenti coperti da contribuzione, come gli anni di laurea o periodi svolti all'estero. (Previdenza sociale — contribuzione (contribuzione da riscatto))

9. Un laureato, dopo aver iniziato a lavorare, chiede all'INPS di valorizzare ai fini pensionistici gli anni del corso legale di laurea, versando un apposito onere. Quale tipo di contribuzione sta acquisendo?

  1. Contribuzione volontaria
  2. Contribuzione figurativa
  3. Contribuzione da riscatto
  4. Contribuzione obbligatoria

Il riscatto degli anni di laurea, dietro pagamento di un onere, è l'esempio tipico di contribuzione da riscatto. (Previdenza sociale — contribuzione (contribuzione da riscatto))

10. Un lavoratore ha nella propria posizione assicurativa: periodi di lavoro con versamenti regolari, un periodo di congedo di maternità accreditato d'ufficio, un periodo di prosecuzione autorizzata dei versamenti dopo la cessazione di un'attività, e gli anni di laurea coperti dietro pagamento di un onere. Quale abbinamento tra periodo e tipologia di contribuzione è corretto?

  1. Lavoro = figurativa; congedo di maternità = volontaria; prosecuzione autorizzata = da riscatto; anni di laurea = obbligatoria
  2. Lavoro = volontaria; congedo di maternità = obbligatoria; prosecuzione autorizzata = figurativa; anni di laurea = da riscatto
  3. Lavoro = obbligatoria; congedo di maternità = da riscatto; prosecuzione autorizzata = figurativa; anni di laurea = volontaria
  4. Lavoro = obbligatoria; congedo di maternità = figurativa; prosecuzione autorizzata = volontaria; anni di laurea = da riscatto

Ogni periodo corrisponde a una diversa tipologia di contribuzione: obbligatoria per il lavoro effettivo, figurativa per gli eventi tutelati come la maternità, volontaria per la prosecuzione autorizzata, da riscatto per gli anni di laurea. (Previdenza sociale — contribuzione (tipologie di contribuzione))

11. Quale caratteristica contraddistingue l'obbligo contributivo nel rapporto di lavoro subordinato?

  1. È un obbligo previsto dalla legge, che sorge in capo al datore di lavoro con la costituzione del rapporto ed è indisponibile dalle parti
  2. È un obbligo meramente facoltativo, che le parti possono derogare con accordo individuale
  3. È un obbligo che sorge solo su richiesta del lavoratore interessato
  4. È un obbligo che riguarda esclusivamente i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa

L'obbligo contributivo è previsto dalla legge, sorge automaticamente con il rapporto di lavoro e non è derogabile dall'autonomia delle parti. (Previdenza sociale — contribuzione (obbligo contributivo))

12. Che funzione svolge, in linea di principio, il minimale contributivo?

  1. Fissa il tetto massimo di retribuzione oltre il quale non sono più dovuti contributi
  2. Stabilisce una base imponibile minima su cui calcolare i contributi dovuti, indipendentemente da una retribuzione effettiva inferiore
  3. Individua l'importo minimo della pensione garantito a tutti gli assicurati
  4. Determina la soglia di reddito sotto la quale non è possibile riscattare la laurea

Il minimale contributivo è la base imponibile minima ai fini del calcolo dei contributi, distinta dal massimale che rappresenta invece il tetto contributivo. (Previdenza sociale — contribuzione (minimale contributivo))

13. In che modo il massimale contributivo si distingue dal minimale contributivo?

  1. Il massimale riguarda solo la contribuzione figurativa, mentre il minimale riguarda solo la contribuzione volontaria
  2. Il massimale e il minimale coincidono per tutti i lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria
  3. Il massimale è un tetto oltre il quale non si versano ulteriori contributi, mentre il minimale è una base imponibile minima al di sotto della quale i contributi sono comunque calcolati su tale base
  4. Il massimale si applica solo ai lavoratori autonomi, mentre il minimale si applica solo ai lavoratori dipendenti

Minimale e massimale operano come istituti opposti: il primo garantisce una base contributiva minima, il secondo pone un tetto alla base imponibile contributiva. (Previdenza sociale — contribuzione (minimale e massimale))

14. Su quale criterio si fonda, in linea di principio, il sistema di calcolo retributivo della pensione?

  1. Esclusivamente sull'importo dell'ultima retribuzione percepita prima del pensionamento
  2. Sul montante dei contributi versati, rivalutato e trasformato in rendita mediante un coefficiente legato all'età
  3. Sulla somma di una quota calcolata con il metodo contributivo e una quota calcolata con il metodo retributivo
  4. Sulla media delle retribuzioni percepite in un determinato periodo della carriera lavorativa e sull'anzianità contributiva maturata

Il sistema retributivo calcola la pensione in base alla media delle retribuzioni e all'anzianità contributiva, a differenza del sistema contributivo basato sul montante. (Previdenza sociale — calcolo (sistema retributivo))

15. Come si determina, in linea di principio, l'importo della pensione nel sistema di calcolo contributivo?

  1. Applicando al montante dei contributi versati e rivalutati un coefficiente di trasformazione legato all'età al pensionamento
  2. Calcolando la media delle retribuzioni degli ultimi anni di attività lavorativa
  3. Sommando in parti uguali la quota retributiva e la quota contributiva della carriera
  4. Applicando un'aliquota fissa all'ultima retribuzione percepita

Nel sistema contributivo la pensione si ottiene trasformando il montante contributivo rivalutato in rendita, mediante un coefficiente crescente con l'età al pensionamento. (Previdenza sociale — calcolo (L. 335/1995 - sistema contributivo))

16. In cosa consiste il sistema di calcolo misto (pro-rata)?

  1. Nell'applicazione esclusiva del sistema contributivo a tutti i lavoratori, indipendentemente dall'anzianità pregressa
  2. Nel calcolo della pensione sommando una quota retributiva, riferita all'anzianità maturata fino alla soglia di riforma, e una quota contributiva, riferita all'anzianità successiva
  3. Nell'applicazione esclusiva del sistema retributivo a chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996
  4. Nella scelta libera, da parte del lavoratore, tra il sistema retributivo e quello contributivo al momento del pensionamento

Il sistema misto combina, per quote temporali distinte, il metodo retributivo e quello contributivo, applicandosi a chi aveva anzianità a cavallo delle riforme. (Previdenza sociale — calcolo (L. 335/1995 - sistema misto pro-rata))

17. Cosa ha stabilito, in sintesi, la riforma cosiddetta Fornero (D.L. 201/2011 conv. L. 214/2011, art. 24) in materia di sistema di calcolo della pensione?

  1. Ha introdotto la contribuzione figurativa come nuovo istituto autonomo
  2. Ha abolito il sistema contributivo, ripristinando il calcolo retributivo per tutti i lavoratori
  3. Ha esteso il criterio di calcolo contributivo pro-rata a tutti i lavoratori per le anzianità maturate dal 1° gennaio 2012, indipendentemente dall'anzianità contributiva pregressa
  4. Ha soppresso la Gestione Separata, confluendo i parasubordinati nell'assicurazione generale obbligatoria

La riforma Fornero ha generalizzato il calcolo contributivo pro-rata dal 2012 per tutti, oltre a unificare i requisiti di pensione di vecchiaia e anticipata e introdurre l'adeguamento alla speranza di vita. (Previdenza sociale — calcolo (D.L. 201/2011 conv. L. 214/2011 art. 24 - riforma Fornero))

18. Cosa si intende per anzianità contributiva?

  1. L'importo complessivo dei contributi versati in valore monetario
  2. Il solo periodo di contribuzione obbligatoria da lavoro dipendente, con esclusione di ogni altra tipologia
  3. Il numero di anni intercorsi dalla prima assunzione all'ultimo rinnovo contrattuale
  4. La somma dei periodi di contribuzione, di qualunque tipologia, utili al diritto e alla misura della pensione

L'anzianità contributiva è la somma dei periodi coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria e da riscatto, rilevante sia per il diritto sia per la misura della pensione. (Previdenza sociale — calcolo (anzianità contributiva))

19. Come varia, in linea di principio, il coefficiente di trasformazione utilizzato nel sistema contributivo al crescere dell'età al pensionamento?

  1. Aumenta, così da riconoscere una rendita più elevata a parità di montante contributivo per chi si pensiona più tardi
  2. Diminuisce, penalizzando chi si pensiona a un'età più avanzata
  3. Resta costante indipendentemente dall'età al pensionamento
  4. Si azzera al raggiungimento dell'età massima prevista dalla legge

Il coefficiente di trasformazione cresce con l'età al pensionamento, meccanismo che collega la rendita all'aspettativa di vita residua. (Previdenza sociale — calcolo (coefficiente di trasformazione))

20. Un lavoratore che aveva già maturato una determinata anzianità contributiva alla data del 31 dicembre 1995 chiede quale criterio si applichi a quella quota di anzianità. Quale principio generale risponde correttamente?

  1. A quella quota di anzianità si applica sempre e comunque il criterio contributivo, come per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996
  2. A quella quota di anzianità si applica, in linea di principio, il criterio retributivo, mentre l'anzianità successiva segue le regole del calcolo pro-rata
  3. L'intera pensione viene calcolata esclusivamente con il criterio contributivo, senza distinzione di periodi
  4. L'intera pensione viene calcolata esclusivamente con il criterio retributivo, indipendentemente da quanto maturato dopo il 1995

Per chi aveva anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, quella quota resta soggetta al criterio retributivo, mentre le anzianità successive rientrano nel calcolo pro-rata. (Previdenza sociale — calcolo (L. 335/1995 - sistema misto pro-rata))

21. Chi è tipicamente iscritto alla Gestione Separata istituita dalla L. 335/1995?

  1. Esclusivamente gli artigiani e i commercianti iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi
  2. Esclusivamente i lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti
  3. Lavoratori parasubordinati, collaboratori coordinati e continuativi e professionisti privi di una cassa previdenziale autonoma
  4. Esclusivamente i dipendenti pubblici confluiti dalla ex gestione dipendenti pubblici

La Gestione Separata, istituita dall'art. 2 comma 26 della L. 335/1995, accoglie parasubordinati e professionisti senza cassa, figure distinte dai lavoratori dell'AGO. (Previdenza sociale — contribuzione (L. 335/1995 art. 2 c. 26 - Gestione Separata))

22. In cosa si differenzia la Gestione Separata dalle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)?

  1. Le gestioni speciali sono state soppresse e confluite integralmente nella Gestione Separata
  2. Sono la stessa gestione, denominata in due modi diversi a seconda del bando di riferimento
  3. La Gestione Separata riguarda solo i lavoratori dipendenti, mentre le gestioni speciali riguardano solo i parasubordinati
  4. La Gestione Separata accoglie parasubordinati e professionisti senza cassa, mentre le gestioni speciali riguardano specifiche categorie di lavoratori autonomi con proprie regole contributive

La Gestione Separata e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi restano distinte, con platee di iscritti e regole contributive proprie. (Previdenza sociale — contribuzione (L. 335/1995 art. 2 c. 26 - Gestione Separata))

23. Quale criterio di calcolo della pensione si applica, in linea di principio, alla generalità degli iscritti alla Gestione Separata?

  1. Il sistema contributivo, essendo la Gestione Separata istituita successivamente alla generalizzazione di tale criterio
  2. Il sistema retributivo, in quanto gestione più risalente nel tempo rispetto al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti
  3. Il sistema misto pro-rata, applicato indistintamente a tutti gli iscritti indipendentemente dalla data di prima iscrizione
  4. Un sistema di calcolo forfettario indipendente dai contributi effettivamente versati

Essendo stata istituita nel 1995, la Gestione Separata applica il sistema di calcolo contributivo alla generalità dei propri iscritti. (Previdenza sociale — calcolo (Gestione Separata - sistema contributivo))

24. A cosa serve l'estratto conto contributivo?

  1. A certificare l'importo esatto della futura pensione in euro
  2. A riepilogare la posizione assicurativa dell'interessato, con i periodi e le tipologie di contribuzione accreditati
  3. A sostituire l'avviso di addebito nella riscossione dei crediti contributivi
  4. A documentare esclusivamente i periodi di contribuzione figurativa

L'estratto conto contributivo riepiloga la posizione assicurativa dell'interessato, consentendo di verificare i periodi accreditati e segnalare eventuali omissioni. (Previdenza sociale — contribuzione (estratto conto contributivo))

25. Qual è, in linea di principio, il termine di prescrizione dei contributi previdenziali previsto dalla L. 335/1995, art. 3?

  1. Un termine ventennale
  2. Un termine annuale
  3. Un termine quinquennale
  4. L'imprescrittibilità del credito contributivo

L'art. 3 della L. 335/1995 ha fissato in via generale un termine di prescrizione quinquennale per i contributi previdenziali. (Previdenza sociale — contribuzione (L. 335/1995 art. 3 - prescrizione quinquennale))

26. Attraverso quale flusso telematico il datore di lavoro adempie, di regola, all'obbligo di denuncia e versamento della contribuzione obbligatoria all'INPS?

  1. L'estratto conto contributivo del lavoratore
  2. La dichiarazione dei redditi del lavoratore
  3. Il modello di riscatto della laurea
  4. Il flusso UniEmens

La denuncia e il versamento dei contributi da parte del datore di lavoro avvengono, di norma, tramite il flusso telematico UniEmens. (Previdenza sociale — contribuzione (L.214/2011 / normativa))

27. Un lavoratore dipendente è collocato in cassa integrazione guadagni per un determinato periodo. Sotto il profilo previdenziale, tale periodo viene generalmente coperto mediante quale tipologia di contribuzione?

  1. Contribuzione figurativa
  2. Contribuzione volontaria
  3. Contribuzione da riscatto
  4. Contribuzione obbligatoria versata direttamente dal lavoratore

I periodi di cassa integrazione guadagni sono, in linea di principio, coperti da contribuzione figurativa, accreditata senza versamento effettivo da parte dell'interessato. (Previdenza sociale — contribuzione (L.214/2011 / normativa))

28. A carico di chi grava, in linea di principio, l'onere della contribuzione volontaria?

  1. Ripartito tra datore di lavoro e lavoratore, come nella contribuzione obbligatoria
  2. Totalmente a carico dell'interessato che ha ottenuto l'autorizzazione alla prosecuzione
  3. A carico dello Stato, tramite la fiscalità generale
  4. A carico dell'INPS, che lo anticipa e non lo recupera

A differenza della contribuzione obbligatoria, la volontaria è interamente a carico dell'interessato che ha ottenuto l'autorizzazione dall'INPS. (Previdenza sociale — contribuzione (L.214/2011 / normativa))

29. Un lavoratore ha svolto alcuni anni di attività lavorativa all'estero, in un periodo non coperto da convenzioni internazionali di sicurezza sociale né da altra contribuzione italiana. Per valorizzare tale periodo ai fini pensionistici in Italia, a quale istituto può tipicamente ricorrere?

  1. Alla contribuzione obbligatoria, versata retroattivamente dal datore di lavoro estero
  2. Alla contribuzione figurativa, accreditata d'ufficio
  3. Al riscatto, dietro pagamento di un onere
  4. Alla contribuzione volontaria, autorizzata automaticamente

I periodi svolti all'estero non altrimenti coperti possono essere valorizzati tramite l'istituto del riscatto, dietro pagamento di un onere a carico dell'interessato. (Previdenza sociale — contribuzione (L.214/2011 / normativa))

30. Quale affermazione descrive correttamente la differenza tra contribuzione figurativa e contribuzione da riscatto?

  1. Il riscatto è accreditato d'ufficio dall'INPS, mentre la figurativa richiede sempre una domanda con pagamento
  2. Entrambe richiedono sempre il pagamento di un onere da parte dell'interessato
  3. La figurativa copre solo i periodi di studio universitario, mentre il riscatto copre solo i periodi di malattia
  4. La figurativa è accreditata senza onere per l'assicurato in presenza di eventi tutelati dalla legge, mentre il riscatto richiede il pagamento di un onere per coprire periodi altrimenti scoperti

La figurativa non comporta oneri per l'assicurato in presenza di eventi tutelati, mentre il riscatto presuppone il pagamento di un onere per coprire periodi non altrimenti coperti. (Previdenza sociale — contribuzione (L.214/2011 / normativa))

31. È corretto affermare che datore di lavoro e lavoratore possano derogare, con accordo individuale, all'obbligo contributivo previsto dalla legge?

  1. No, l'obbligo contributivo è previsto dalla legge ed è indisponibile per le parti del rapporto di lavoro
  2. Sì, le parti possono liberamente concordare l'esonero totale dai versamenti contributivi
  3. Sì, ma solo se il lavoratore vi acconsente espressamente per iscritto
  4. Sì, purché l'accordo sia recepito dal contratto collettivo applicato

L'obbligo contributivo, di fonte legale, non è disponibile dalle parti del rapporto di lavoro, che non possono derogarvi con accordo individuale o collettivo. (Previdenza sociale — contribuzione (L.214/2011 / normativa))

32. Cosa avviene, in linea di principio, al montante contributivo individuale nel sistema di calcolo contributivo, anno dopo anno?

  1. Resta invariato nel suo valore nominale fino al pensionamento
  2. Viene periodicamente rivalutato, prima di essere trasformato in rendita al momento del pensionamento
  3. Viene automaticamente convertito ogni anno in una quota di pensione già liquidata
  4. Si riduce progressivamente per effetto delle spese di gestione amministrativa

Il montante contributivo individuale viene rivalutato periodicamente nel corso della vita lavorativa, prima di essere trasformato in rendita al pensionamento. (Previdenza sociale — calcolo (L.214/2011 / normativa))

33. Un lavoratore ha maturato interamente la propria anzianità contributiva prima delle riforme degli anni '90 e possedeva già i requisiti contributivi richiesti a quella data. Quale criterio di calcolo si applica, in linea di principio, alla sua pensione?

  1. Il criterio misto pro-rata generalizzato dal 2012
  2. Il criterio contributivo puro
  3. Il criterio retributivo
  4. Nessun criterio, in quanto la pensione retributiva è stata abolita per tutti

Chi aveva già maturato l'anzianità richiesta prima della soglia di riforma continua ad applicare, per quella quota, il criterio retributivo. (Previdenza sociale — calcolo (L.214/2011 / normativa))

34. Un lavoratore aveva un'anzianità contributiva parziale al 31 dicembre 1995 e ha proseguito l'attività lavorativa negli anni successivi, fino al pensionamento maturato dopo l'entrata in vigore della riforma Fornero. Come viene calcolata, in linea di principio, la sua pensione?

  1. Scegliendo liberamente, al momento del pensionamento, tra il criterio retributivo e quello contributivo
  2. Applicando esclusivamente il criterio retributivo all'intera carriera lavorativa
  3. Applicando esclusivamente il criterio contributivo all'intera carriera lavorativa, ignorando l'anzianità pregressa
  4. Sommando una quota calcolata con il criterio retributivo per l'anzianità fino al 1995 e una quota calcolata con il criterio contributivo per l'anzianità successiva, secondo il sistema misto pro-rata

Il sistema misto pro-rata combina, per quote temporali distinte, il criterio retributivo e quello contributivo, secondo l'anzianità maturata nei diversi periodi. (Previdenza sociale — calcolo (L.214/2011 / normativa))

35. Oltre all'estensione del calcolo contributivo pro-rata, quale altro effetto ha prodotto la riforma Fornero (L. 214/2011) sul sistema pensionistico?

  1. L'introduzione di requisiti unificati di pensione di vecchiaia e pensione anticipata, con adeguamento periodico alla speranza di vita
  2. L'abolizione della pensione di vecchiaia a vantaggio della sola pensione anticipata
  3. L'istituzione della Gestione Separata per i parasubordinati
  4. L'introduzione della contribuzione figurativa come nuovo istituto

La riforma Fornero ha unificato i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e anticipata, introducendo il meccanismo di adeguamento periodico alla speranza di vita. (Previdenza sociale — calcolo (L.214/2011 / normativa))

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